Veneto. Sciopero per 200mila commesse

19/12/2007
    mercoledì 19 dicembre 2007

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      Sciopero per 200mila commesse

        La protesta Shopping difficile la vigilia di Natale:
        «Vogliamo il contratto»

          PADOVA — Per comodità, è stato ribattezzato «lo sciopero delle commesse». In realtà, riguarda oltre 200 mila lavoratori veneti del commercio, quasi due milioni in Italia. Cassieri, magazzinieri, impiegati e dipendenti del terziario. Una delle locomotive del ricco Nord Est. Arriveranno dalle botteghe in via d’estinzione, dai piccoli negozi, dai centri commerciali, dai grandi magazzini e dagli outlet d’ultima generazione.

          In piazza
          In migliaia, sabato prossimo 22 dicembre, tre giorni prima di Natale, incroceranno le braccia e si ritroveranno a Padova, per poi sfilare lungo le strade del centro storico. Sarà una protesta di massa, organizzata a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil, per chiedere a gran voce non solo il rinnovo del contratto, scaduto il 31 dicembre 2006, ma anche maggiore dignità e sicurezza nel lavoro.

          Imprenditori divisi
          Attaccheranno frontalmente le associazioni dei commercianti, soprattutto le Ascom e la Confcommercio che, lo scorso settembre, avrebbero abbandonato il tavolo delle trattative sbattendo la porta. Un po’ meno nel mirino la Confesercenti che starebbe, invece, ancora negoziando con le organizzazioni sindacali.

          Controparte assente
          «Abbiamo indetto questa giornata di protesta — si legge in un comunicato firmato Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil — a fronte della perdurante totale assenza di dialogo con Confcommercio, che insiste nel parlare soltanto ai giornali e rifiuta di sedersi al tavolo negoziale. Si tratta di un comportamento che tradisce, chiaramente, la volontà di avere mano libera sui tempi di vita e di lavoro delle donne e degli uomini che sono impiegati nel commercio, chiamati di volta in volta alla prestazione quando c’è bisogno, con orari fissati giorno per giorno. Ad esempio: oggi 10 ore, domani 4 e poi chissà… ».

          Le richieste
          L’appuntamento per i manifestanti è fissato per sabato mattina nella città del Santo: il corteo partirà, intorno alle 10, da piazzale Pontecorvo, zona Ospedali, per poi concludersi con un comizio, non prima di mezzogiorno, in piazza Antenore, di fronte agli uffici della Prefettura e della Provincia. «In gioco — conclude la nota diffusa ieri da Cgil, Cisl e Uil — non ci sono solo i soldi, con una richiesta d’aumento di 78 euro mensili per il prossimo biennio, ma anche e soprattutto i diritti di tutti i lavoratori della categoria, dalle piccole alle grandi imprese. Indistintamente ».

          Il bis
          Soltanto a Padova, provincia compresa, i dipendenti del commercio sono quasi 50 mila, molti dei quali scenderanno in piazza tra tre giorni. «Le trattative con Confcommercio sono ferme da più di tre mesi — spiega Andrea Donegà, segretario provinciale Cgil — Già lo scorso 17 novembre, si è tenuta una protesta simile, molto partecipata, ma che non ha prodotto alcun risultato. Ora ci riproviamo, in uno dei giorni più importanti dell’anno per i commercianti e nel weekend in cui un negozio può arrivare a fatturare quanto in un’intera stagione».

        Davide D’Attino