Veneto. Sciopero contro l’apertura pasquale

10/04/2007
    venerdì 6 aprile 2007

    Pagina 14 – Cronaca

    I problemi del commercio

      Sciopero contro l’apertura pasquale

        La protesta indetta da Cgil, Cisl e Uil. E Rifondazione invita a boicottare l’Upim

          Proclamata per domani e domenica l’astensione dal lavoro nel grande magazzino di via Mazzini

          Silvia Bernardi

            Lo sciopero da minaccia diventa certezza. Le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per domani e il giorno di Pasqua lo sciopero per le lavoratrici di Upim. La decisione è stata assunta al termine degli incontri di ieri tra rappresentanti sindacali, delegati del sindacato e lavoratrici. La battaglia contro le aperture degli esercizi commerciali tutte le domeniche dell’anno, festività religiose comprese, segna il primo punto.

              «Questo, per il sindacato, è solo l’avvio di un percorso che mira ad ottenere la chiusura degli esercizi commerciali nelle festività religiose e laiche in tutta la città di Verona», precisa Adriano Filice di Cgil.

              Il documento sottoscritto ieri da Filcams, Fisascat e Uiltucs prevede, inoltre, per domani dalle 10 alle 12 un presidio delle tre organizzazioni sindacali davanti al negozio Upim di via Mazzini che, ripercorrendo la scelta già adottata per il giorno di Natale scorso, terrà le saracinesche aperte anche domenica, giorno di Pasqua. I sindacati ribadiscono la necessità di un tavolo di confronto con il Comune, la Provincia e la Regione lamentando che «fino ad ora istituzionalmente non si è ancora espresso nessuno in materia di aperture domenicali se non il vescovo padre Flavio Roberto Carraro», lanciando l’allarme per una società sempre più schiava degli eccessi del consumismo.

              «La posizione del sindacato è chiara- ribatte Filice- e se gli esercizi commerciali terranno aperto anche il 1° maggio la protesta sarà ancora più grande. Abbiamo tutto il tempo per organizzarci con manifestazioni e cortei».

              Intanto, a dare un segnale di apertura, dalla direzione di Coin s.p.a, è arrivata ieri mattina la comunicazione della chiusura il giorno di Pasquetta. La notizia della volontà di tenere aperto anche il lunedì dell’Angelo aveva trovato l’opposizione ferma delle lavoratrici e delle organizzazioni sindacali, pronte ad indire lo sciopero. Per il sindacato, dunque, un primo nodo dipanato, ma la corda rimane tesa. Soprattutto per la situazione di Upim. Tra i reparti del negozio di via Mazzini all’indomani dello sciopero che secondo i promotori avrà un’ampia adesione, si respira un clima di malcontento che va oltre il problema delle aperture domenicali. Orari di lavoro pesanti. Pause pranzo concesse nel tardo pomeriggio. Nessuna possibilità di dialogo con la direzione e scarsissima considerazione del valore umano del lavoratore. Sono questi i principali motivi di agitazione da parte delle commesse di Upim che chiedono a gran voce, anche se in forma anonima per paura di ritorsioni, un clima di lavoro più disteso. Lo sciopero è un primo passo, confermano, «perché così non si può andare avanti».

              Solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della Upim è stata espressa in un comunicato dai vertici veronesi di Rifondazione Comunista. «A Lorsignori», affermano il segretario provinciale Renato Peretti e Fiorenzo Fasoli, candidato sindaco alle prossime amministrative, «non bastano più le numerose aperture domenicali: vogliono avere la disponibilità totale dei lavoratori. Ci aspettavamo una levata di scudi, non solo flebili proteste», sottolinenao, «da parte del variehato mondo politico veronese, magari da parte di quei settori cattolici sempre pronti a difendere la famiglia, difesa che si ferma sempre di fronte alle conseguenze del profitto a tutti i costi». Domani dalle 16 alle 18 i militanti di Rifondazione saranno in via Mazzini per «invitare al boicottaggio nei giorni di Pasqua e pasquetta».