Veneto. «No alle nuove aperture festive»

14/05/2007
    sabato 12 maggio 2007

      Documento congiunto per la Regione

        «No alle nuove aperture festive»
        D’accordo sindacati e Confcommercio

          Confcommercio Veneto, Cgil, Cisl e Uil hanno lo stesso obiettivo: contrastare l’ipotesi di nuove aperture festive dei negozi. E presto produrranno un documento comune per sostenere i principi sanciti dalla Legge regionale numero 63 del 1999 per salvaguardare il “sacrosanto” diritto dei lavoratori e dei datori di lavoro a onorare le festività e il riposo domenicale. La decisione è scaturita da un incontro nella sede della Confcommercio Veneto, al quale hanno preso parte il presidente dell’Unione regionale del commercio, turismo e servizi Fernando Morando – assieme al direttore Alberto Curti – e i segretari regionali dei sindacati di categoria Rocco Campa della Filcams-Cgil, Riccardo Camporese della Fisascat-Cisl e Ivana Veronese della Uiltucs Uil.

          «Assieme ai sindacati dei lavoratori, abbiamo ripercorso i passi della normativa attuale della Regione Veneto nei punti in cui prevede la possibilità di apertura per otto festività annue, oltre a quelle del mese di dicembre – dichiara Morando – abbiamo ricordato quali sono i criteri per l’individuazione dei Comuni a prevalente economia turistica e delle città d’arte. Abbiamo preso atto delle recenti iniziative all’interno del Consiglio regionale volte a un ampliamento delle deroghe alla chiusura dei negozi. Alla fine tutti ci siamo detti preoccupati delle eventuali ricadute negative conseguenti a queste ipotesi, sia per il complesso delle aziende commerciali (costi, sforzo organizzativo e di lavoro: un gioco che dubitiamo valga la candela) che per l’impegno lavorativo degli addetti del settore».

          Durante l’incontro, Confcommercio Veneto, Cgil, Cisl e Uil hanno sottolineato la necessità che nella modifica della normativa regionale in materia di commercio la Regione coinvolga le parti sociali nella discussione e predisposizione del testo legislativo, che deve seguire un percorso autonomo e non legato alla Finanziaria regionale. Obiettivi condivisi, che hanno spinto Confcommercio e i sindacati unitari a programmare ulteriori incontri sulla programmazione degli insediamenti commerciali e degli orari di apertura. Infine, la decisione di predisporre un documento congiunto da consegnare alla Regione.