Veneto, lunedì sciopero nel commercio

08/03/2004

  
sabato 6-03-04
pag. 7, Attualità

 
 
 

Veneto, lunedì sciopero nel commercio


VENEZIA. Un carrello della spesa vuoto e un mazzo di mimose. L’8 marzo si preannuncia come una giornata calda nelle piazze di sei capoluoghi di provincia del Veneto (a Rovigo in programma entro il 15 marzo), la prima regione in Italia a scendere in piazza per palesare un disagio sempre più crescente: mancano i soldi e le garanzie sul futuro di un milione e trecentomila italiani. A manifestare, i lavoratori del commercio, gli stessi che hanno dato vita allo sciopero del 20 dicembre scorso.  Scaduto da tredici mesi, il rinnovo del contratto nazionale del terziario, distribuzione e servizi trova ancora molto distanti le posizioni delle organizzazioni sindacali confederali e di Confcommercio, accusata di troppa rigidità, soprattutto nell’ambito del mercato del lavoro.  Nella nostra regione il problema interessa poco più di centomila addetti, di cui la maggior parte lavora in aziende con meno di quindici dipendenti. Secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs, l’accordo nazionale è vitale e decisivo per recuperare il potere d’acquisto dei salari nel biennio 2003/2004: la richiesta è di un aumento di 107 euro. Da Confcommercio nessuna apertura, nemmeno per quanto riguarda regole precise negli orari dei part-time nonché per una flessibilità del lavoro regolamentata e non utilizzata a discapito della qualità della vita delle persone. Ai commercianti che si lamentano per l’aumento dei costi, viene risposto che l’unico modo per ristabilire l’equilibrio sta nell’aumentare i salari e rendere maggiormente stabili i rapporti di lavoro. Ai consumatori l’invito a non credere che l’aumento dei prezzi sia da attribuirsi al costo del lavoro, cresciuto di 12 euro in due anni e che ha inciso poco sull’inflazione. La trattativa dovrebbe riprendere nelle prossime settimane. (c.c.)