Veneto. Ascom: «al turismo non servono negozi aperti»

05/04/2007
    giovedì 5 aprile 2007

      Pagina 9 – Vicenza

      LA POLEMICA

        L’Ascom: «Per il turismo
        non servono i negozi aperti»

          Sulle aperture domenicali è scontro aperto

            Marco Riatti

              VICENZA — « Non credo che i negozi aperti in città possano essere il volano di un rilancio turistico di Vicenza. Anche perché, dobbiamo su questo punto essere chiari: già oggi all’interno delle mura duecentesche gli operatori commerciali hanno la facoltà di tenere aperto nei giorni di festa, in quanto città d’arte, per ben 28 volte nel corso dell’anno, eppure non vedo frotte di turisti che girano per il centro storico » . Il presidente della Confcommercio vicentina, Sergio Rebecca, risponde allo sfogo del sindaco Enrico Hüllweck e mette un punto alla polemica sulle aperture domenicali dei negozi. « Il problema dello sviluppo turistico di Vicenza è un altro – spiega Rebecca – servono investimenti, idee e politiche attive per inserire la città negli itinerari turistici di massa, creando così un indotto che potrebbe giustificare l’apertura festiva come servizio ai visitatori. Certo è che, anche in questo caso, le deroghe già concesse dall’attuale normativa sarebbero, a mio avviso, più che sufficienti, in quanto è prevista la possibilità di apertura festiva delle attività commerciali nei mesi di maggior afflusso turistico, cioè ad aprile, maggio, settembre e ottobre » .

              Da parte dei commercianti vicentini non c’è alcuna intenzione polemica nei confronti del sindaco o di altre categorie.

              Solo la ferma richiesta di un’attenta riflessione sul tema delle aperture domenicali dei negozi, alla luce dei risultati raccolti con il sondaggio in cui sono stati intervistati 810 negozianti di Vicenza e provincia. « Lunedì abbiamo voluto presentare il sondaggio – spiega Rebecca – che evidenzia la contrarietà dei negozianti e dei lavoratori del commercio all’allargamento delle possibilità di deroga all’obbligo della chiusura festiva delle attività, per evidenziare che esistono aspetti della questione che vanno attentamente valutati e concertati, e non affrontati con semplicismo sotto la forte spinta di alcune grandi strutture di vendita e di qualche movimento dei consumatori, come invece sta succedendo in questo periodo a livello regionale » . La Regione, precisa infatti Rebecca, è pressata da richieste “ dissennate” e pare disponibile ad assecondarle, consentendo l’allargamento indiscriminato del numero dei Comuni considerati ad economia turistica, ai quali concedere le deroghe alla chiusura domenicale e festiva dei negozi, nonché l’apertura degli outlet la domenica. « E’ scontato affermare che il cittadino gradisce un servizio di vendita più ampio possibile, a disposizione sette giorni su sette – precisa Rebecca -. Ma la questione delle aperture domenicali e, in generale, degli orari dei negozi non può essere inquadrata solo guardando a questi aspetti, ma deve essere valutata tenendo debitamente conto di tutta una serie di variabili socio economiche che ne influenzano la fattibilità e la convenienza » .