Venerdì l’informazione sciopera contro la legge bavaglio

06/07/2010

Venerdì l’informazione sciopera contro la legge bavaglio. E la commissione bilancio del senato sta decidendo in queste ore (troppo tardi per i nostri orari di chiusura) sull’emendamento per il ripristino del fondo all’editoria fino all’anno 2012. Emendamento firmato da molti parlamentari anche della maggioranza e cui sono appese le sorti di un centinaio di testate cooperative e no profit tra cui il manifesto. La commissione ha portato avanti la manovra fra stop and go, su cui il governo chiederà comunque il voto di fiducia in aula. Il presidente della Fnsi Roberto Natale ha confermato la «giornata del silenzio» dell’informazione il 9 luglio. «Non è vero che facciamo come dice qualcuno solo scioperi. Anzi. Questa volta prima di arrivare a tale decisione siamo infatti ricorsi a manifestazioni, assemblee e appelli di ogni tipo. Abbiamo fatto crescere intorno alla nostra categoria la simpatia dell’opinione pubblica e dimostrato di non essere corporativi, spiegando con i fatti le negatività di questo disegno di legge». «Oggi siamo più uniti, anche se alcuni giornali saranno comunque in edicola, e convinti che questo è lo strumento ultimo che ci rimane per far sentire la nostra voce. L’unità di questo sciopero è evidenziata anche dal fatto che anche le agenzie di stampa sciopereranno lo stesso giorno in cui i giornali non saranno in edicola e che per la prima volta aderiranno a questa protesta anche i siti internet e numerosi blog». Giovedì scioperano anche il manifesto e tutti i giornali di Mediacoop, venerdì le televisioni. «Il provvedimento del governo – sottolinea l’associazione in un comunicato – rende più difficile la lotta della magistratura contro il crimine, limita drasticamente il diritto all’informazione e assesta un duro colpo alla cultura». Per Mediacoop, la giornata di protesta è anche contro «la mancata risposta del governo alla richiesta di tutto il mondo della carta stampata di un provvedimento di urgenza per evitare la chiusura di circa cento testate e la perdita di oltre 4.500 posti di lavoro». Ieri sera, la commissione bilancio del senato stava «riverificando nel suo complesso» l’emendamento sul taglio delle tredicesime per alcune categorie di statali, tra cui magistrati e forze di polizia.Mentre ha dato via libera all’emendamento sulle pensioni che attua l’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita dal 2015. L’emendamento, che era stato presentato dal relatore Antonio Azzollini (Pdl), è passato con una correzione: è stato infatti approvato dalla commissione un sub-mendamento di Maria Ida Germontani (Pdl) che prevede il secondo adeguamento nel 2019, e non più nel 2016. L’emendamento sulle pensioni prevede anche l’innalzamento dell’età pensionabile delle statali a 65 anni a partire dal 2012.