Vendola contro gli anti-Cisl “Sbagliati i cartelli al corteo”

19/10/2010

ROMA – A Nichi Vendola i cartelli anti-Cisl alla manifestazione di sabato non sono piaciuti. Perché all´unità sindacale non bisogna rinunciare, non è così che si difende il lavoro. Il governatore della Puglia e leader di Sel – ospite di RepubblicaTv – manda un messaggio a Bersani: «Vinca le primarie, e avrà il mio appoggio». E uno a Casini: «La guida dell´alternativa a Berlusconi non deve essere per forza moderata». Ma arriva con in testa le domande suscitate dalle proprietà del premier ad Antigua, e negli occhi la televisione dell´orrore che ha speculato sulla morte di una ragazzina di 15 anni.
Il ministro dello Sviluppo Romani dice: Report è stata odiosa.
«Romani nasce protagonista di una trasmissione semi-porno come Colpo grosso, e giustamente oggi fa il ministro. E´ silente sui problemi di cui dovrebbe occuparsi, e apre il dibattito sull´informazione per non parlare dei fatti: il presidente del Consiglio ci deve qualche spiegazione quando ha rapporti opachi con il tessuto economico».
Masi invece va a Porta a Porta per parlare del caso Santoro.
«Il direttore generale attacca una trasmissione che dovrebbe essere il fiore all´occhiello della Rai. E chiede cautela nel caso di Sarah Scazzi dopo quasi due mesi di trasmissioni che hanno fatto una costruzione scientifica del turismo dell´orrore».
La manifestazione della Fiom è stata pacifica. Cosa pensa degli allarmi lanciati dai ministri Maroni e Sacconi?
«Che non erano allarmi, ma desideri. Certo in quella piazza c´erano cartelli sbagliati. Quando pensiamo che gli altri stiano facendo degli errori dobbiamo rilanciare l´offensiva del dialogo, non offese. Guai se rinunciassimo all´unità sindacale. A Bonanni però dico: se un sindacato non difende il contratto nazionale, se non considera che il lavoro subordinato negli ultimi 30 è precipitato ai livelli più bassi d´Europa, rischia di diventare un pezzo di parastato».
Il Pd c´era e non c´era. Cosa ne pensa?
«Non mi interessa più di tanto. Con Bersani voglio discutere della piattaforma di quella piazza, che gridava lavoro, contratto, redditi, tutele, e che considero moderna. L´apertura del cantiere di alternativa al berlusconismo».
Secondo Casini lei rappresenta posizioni che non sono più neanche della sinistra.
«Casini non entra mai nel merito delle questioni. E invece vorrei dirgli: lasciamo perdere il gioco dei quattro cantoni. Discutiamo dell´Italia. Gli interessi che vogliamo difendere possono convergere in un disegno di salvezza del Paese».
Anche dentro il Pd l´hanno criticata per la sua candidatura alle primarie.
«Le primarie non sono l´invenzione luciferina di un uomo in carriera. Sono uno strumento per ritrovare un popolo, per riconnettere politica e vita. Io mi candiderò, ma se vincerà Bersani sarò il suo principale sponsor. A chi dice che per battere Berlusconi bisogna essere al centro, domando: cos´è il centro? Oggi i ceti medi non chiedono un discorso vagamente moderato, al centro della società c´è una gigantesca domanda di cambiamento».