Vendite, supermarket in affanno

01/07/2004


          sezione: ECONOMIA ITALIANA
          data: 2004-07-01 – pag: 21
          autore: V.CH.
          Indagine Iri-Infoscan / A metà mese rilevata una flessione del 3,7%
          Vendite, supermarket in affanno
          MILANO • Nuovi segnali di difficoltà per le vendite di prodotti di largo consumo nella grande distribuzione (ipermercati e supermercati). Come sottolineano le rilevazioni di Iri-Infoscan (Information resources), nella seconda settimana di giugno è stata registrata una flessione delle vendite (in valore) pari al 3,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; un dato consistente se si considera che è una stima a parità di rete, ossia depurata dall’effetto delle nuove aperture di negozi. Nelle ultime sette settimane — sottolineano le rilevazioni Iri-Infoscan — almeno cinque si sono chiuse con una flessione, che ha raggiunto il picco del 6,9% nella settimana terminata il 2 di maggio. «Le aspettative non accreditano una inversione di rotta a breve — sottolinea Marco Limonta, senior account Information resources —. Non ci attendiamo una ripresa vigorosa degli acquisti nella distribuzione moderna, ma piuttosto il prosieguo di questa situazione di ristagno complessivo accompagnato dalla debolezza di alcuni comparti chiave». Il fatto è — sottolineano gli operatori commerciali — che si sta verificando un effetto di avvitamento che contribuisce a deprimere gli acquisti soprattutto nella grande distribuzione. «Se le vendite scendono è perché in un certo senso il consumatore è disincentivato all’acquisto — spiega ancora Limonta — dalle promozioni. Una situazione che si coniuga con la più generale tendenza a un consumo molto più ridotto da parte delle famiglie». L’effetto promozioni intanto è arrivato (stime Iri-Infoscan) a quota 23,1% con una crescita di 2,6 punti rispetto allo scorso anno. «I consumatori aspettano le promozioni — aggiunge Limonta — e si regolano di conseguenza, ben sapendo che ve ne saranno altre in seguito. Oggi c’è un minore effetto di stoccaggio di prodotti in casa, mentre c’è una grande attenzione alle occasioni di acquisto. C’è una situazione di sofferenza diffusa per gli operatori, industria e distribuzione si stanno confrontando in maniera serrata su nuovi modelli, meno penalizzanti, di incentivazione delle vendite». I settori colpiti dalla stagnazione dei consumi sono un po’ tutti, dalle bevande (che però subiscono pesantemente anche l’effetto stagionale) ai beni durevoli e semi durevoli, in difficoltà anche cura della casa e cura della persona. «L’elemento rilevante — conclude Limonta — è che rispetto a situazioni pregresse la stagnazione colpisce oggi pesantemente anche l’alimentare».