Vendite, gelo a Nord-Est

07/05/2002





Commercio – Ref e Unioncamere: nel primo bimestre consumi in calo dello 0,8%
Vendite, gelo a Nord-Est
Frena la grande distribuzione – Nell’alimentare il mercato nazionale segna -1,8%

Vincenzo Chierchia

MILANO – Le vendite al dettaglio di prodotti alimentari sono in affanno a livello nazionale, mentre perde colpi anche la grande distribuzione, che finora aveva tirato la volata a fronte di un dettaglio tradizionale in serie difficoltà da molti mesi. Secondo le stime di Ref e Indis-Unioncamere il bilancio dei primi due mesi 2002 si chiude con una flessione globale dell’1,8% dei volumi di vendita dei prodotti alimentari su base tendenziale. Le strutture commerciali di minori dimensioni accusano una flessione nell’ordine del 2,4%, particolarmente accentuate nelle regioni del Nord-Ovest (-2,8%). In calo anche i risultati della grande distribuzione: la flessione del primo biemstre dell’anno è dello 0,1% a livello tendenziale con una particolare accentuazione nel Nord-Est (-0,8%) tra le macroaree del Paese dove il peso di supermercati e ipermercati è maggiore. Il risultato negativo della distribuzionme moderna può rappresentare un campanello d’allarme. L’indagine ha messo in evidenza che nel Nord-Ovest la crescita tendenziale del primo biemstre è stata dello 0,1% appena, con una flessione dello 0,3% per una regione importanmte come la Lombardia. Il Piemonte invece fa segnare una crescita dello 0,9 per cento. Nel Nord-Est, in difficoltà complessivamente, spicca la netta caduta del Veneto (-1,8%) cui si accompagna anche una flessione dell’Emilia-Romagna (-0,3%). Vendite di alimentari in calo anche nelle aree del Centro Italia. Le aree della fascia adriatica fanno registrare un incremento dell’1,3% ma il Lazio accusa una caduta dello 0,7 per cento. Per la Toscana la crescita è dello 0,3 per cento. La grande distribuzione nelle regioni del Sud e nelle isole mette a segno la migliore performance complessiva (+0,7%), anche se in alcune aree si registrano risultati negativi. In Puglia l’indagine ha rilevato un calo dello 0,2% ,mentre in campania la flessione delle vendite si allarga fino all’1,8 per cento. Consistenti invece gli incrementi delle vendite in Sicilia (+2,3%) e in Sardegna. Nel complesso i risultati vedono il Nord-Ovest e il Nord-Est accusare flessioni generali delle vendite di alimentari nell’ordine dell’1,5% su base tendenziale nei primi due mesi dell’anno. Il calo passa all’1,8% al Centro e al 2,3% al Sud. Per quanto riguarda le piccole superfici, a livello nazionale l’indagine curata da Ref e da Indis-Unioncamere ha rilevato un calo globale del 2,4% frutto di decrementi generalizzati: -2,7% nel Centro e nel Sud, -2,8% nel Nord-Ovest e -1,9% nel Nord-Est. Come rileva l’indagine, coordinata da Donato Berardi, la domanda di consumi di prodotti alimentari stenta a ripartire. Non si inverte la tendenza debole verificatasi lungo tutto l’arco dello scorso anno e ora la dinamica propulsiva della grande distribuzione appare nettamente ridimensionata dopo i tassi di crescita molto elevati registrati nel 2000 e fino ai primi mesi dello scorso anno. Per buona parte del 2001 la crescita delle vendite food nelle strutture moderne è stata in netta decelerazione fino al risultato negativo del bimestre gennaio-febbraio. La distribuzione moderna resta poi in netta difficoltà nel Nord-Est, anche se in lontananza si intravvede una decelerazione della tendenza negativa. L’indagine segnala infatti che in Veneto sta rallentando la discesa delle vendite food. In Emilia le vendite nella grande distribuzione sono in stagnazione.

Martedí 07 Maggio 2002