Vendite, frena la gdo

14/10/2005
    venerdì 14 ottobre 2005

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    In luglio-agosto +2,3% contro il 2,8% del bimestre precedente

      Vendite, frena la gdo
      Stop alle promozioni: giù i consumi

      di Alessia Grassi

      I caldo estivo e soprattutto il blocco delle promozioni nei supermercati fanno stringere la cinghia agli italiani. Tra luglio e agosto, infatti, le vendite della grande distribuzione organizzata (gdo) sono sì aumentate del 2,3%, ma in misura sensibilmente inferiore rispetto al bimestre precedente (+2,8%). In calo anche il costo della spesa degli italiani: si è ridotto dello 0,3%, per effetto di un minore ricorso alle promozioni da parte dei supermarket rispetto a maggio-giugno (quando, infatti, i prezzi erano calati dello 0,7%). È quanto emerge dalla lettura di Vendite flash, il bollettino del Centro studi di Unioncamere dedicato al monitoraggio bimestrale del giro d’affari dei supermercati e ipermercati di tutta Italia relativo all’andamento, nel IV bimestre 2005, del fatturato della gdo.

      Peraltro il Centro studi di Unioncamere segnala anche che l’incremento del bimestre luglio-agosto va attribuito unicamente al giro d’affari dei nuovi punti vendita (+4,4%), mentre i volumi, a parità di esercizi commerciali rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, hanno subito un’ulteriore flessione (-2%). L’indagine evidenzia come prosegua il calo dei prezzi soprattutto del settore alimentare. Il costo della spesa dei prodotti alimentari, infatti, si contrae dello 0,4% anno su anno. Questo dato però sintetizza situazioni molto eterogenee: le bevande e i prodotti per la cura degli animali sono rincarati rispetto al IV bimestre del 2004, con variazioni che superano il punto percentuale. Opposta è stata invece la situazione dei prodotti freschi, per i quali si è assistito a una nuova diminuzione del costo della spesa (-1,7% su base tendenziale). A livello regionale, in tutto il territorio l’indagine rileva risultati positivi per il valore delle vendite in ciascuna merceologia. Le uniche realtà che subiscono una contrazione nei fatturati sono Puglia (-3% su base tendenziale) e Sardegna (-0,6%). Campania e Sicilia contribuiscono invece a sostenere la performance dell’area meridionale con variazioni tendenziali vicine al punto percentuale. Più sostenuta la crescita della Calabria, che realizza negli ultimi 12 mesi un incremento del valore delle vendite pari al 4,3%. L’unica regione a registrare una crescita di entità superiore alla Calabria è l’Umbria, che mostra un tasso di sviluppo del 5,3% su base tendenziale. Il Nordest è caratterizzato da una notevole differenziazione fra i reparti. (riproduzione riservata)