Vendite dirette, Italia al palo

12/11/2002


            11 novembre 2002


            ECONOMIA – COMMERCIO
            Vendite dirette, Italia al palo

            Commercio – Nonostante le multinazionali rimaniamo fuori da un business di 78 miliardi di dollari


            Il settore delle vendite dirette è alla ricerca del rilancio. Le imprese hanno «fame» di persone che si dedichino a sviluppare la vendita «porta a porta», tant’è che una ricognizione dell’Avedisco, l’associazione che raggruppa in Italia le imprese della vendita diretta, ha censito ricerche di personale per oltre 26mila posizioni. Tra i principali Paesi europei l’Italia è un po’ il fanalino di coda delle vendite dirette. I dati della Fedsa, l’associazione europea del settore indicano che nella Ue operano 344 imprese che utilizzano il «porta a porta» come strumento di vendita di cui 34 in Italia, dove si contano 152.626 addetti a fronte dei 411mila della Gran Bretagna, dei 212.390 della Germania e dei 182mila della Francia. La vendita diretta risulta poi molto diffusa in Grecia, dove risultano al lavoro ben 134.200 addetti. Il giro d’affari italiano si confronta poi con i 1.678 milioni della Gran Bretagna, i 1.804 milioni della Germania e i 1.150 milioni della Francia. In totale la vendita diretta in Europa vale oltre 6,7 miliardi di euro, con un milione e 477mila addetti circa. Il tasso di crescita degli addetti in media si attesta intorno al 10% l’anno. L’intera area europea nella massima estensione arriva a un giro d’affari di 8,1 miliardi di euro circa e oltre 3,1 milioni di addetti impiegati nelle vendite porta a porta per 448 imprese. A livello mondiale, secondo le rilevazioni della Wfdsa, le vendite dirette sviluppano un giro d’affari di 78,5 miliardi di dollari. Gli incaricati di vendita sono oltre 43 milioni e 678mila a livello globale. Il Paese praticamente leader al mondo nelle vendite dirette è il Giappone, con un giro d’affari di 22,8 miliardi di dollari e due milioni di persone coinvolte nella vendita porta a porta. Il Sol Levante supera anche gli Stati Uniti, che contano su un giro d’affari totale di 26,7 milioni di dollari ma con 12,2 milioni di addetti e una popolazione totale che è circa 2,5 volte quella del Giappone. Dopo Gli Stati Uniti il Paese che conta il maggior numero di incaricati di vendita nel mondo è l’Indonesia con oltre 4 milioni di persone coinvolte. In Italia, come sottolinea all’Avedisco, non c’è mai stato un orientamento molto favorevole alle vendite dirette, soprattutto per le penalizzazioni di tipo fiscale che penalizzano un po’ l’ingresso e la permanenza di nuovi addetti all’interno delle grandi organizzazioni di vendita, nella maggior parte dei casi controllate da grandi multinazionali. Nel 2001 le aziende associate Avedisco hanno realizzato 892,3 milioni di euro di fatturato. A tutt’oggi sono oltre 2mila i lavoratori dipendenti presso le aziende di vendita diretta. In Italia la forza vendita è costituita al 70% da donne e più del 90% lavora part-time. Questa la suddivisione del fatturato delle imprese di vendita diretta per categoria merceologica: cosmesi e accessori moda 152,1 milioni di euro, beni di consumo per la casa 133,4 milioni di euro, beni durevoli per la casa 498,5 milioni di euro, tessile casa 70,7 milioni di euro, alimentare e nutrizione 33,3 milioni euro; ci sono poi attività varie che sviluppano un giro d’affari di 4,1 milioni di euro. In pratica i beni durevoli per la casa rappresentano oltre la metà del giro d’affari complessivo di tutto il comprato delle vendite dirette in Italia. L’associazione delle imprese di vendite dirette (Avedisco) ha puntato tutto sui rapporti con i consumatori. Dal 1977 – spiegano all’associazione – con largo anticipo rispetto alla normativa per i contratti negoziati fuori dai locali commerciali, le aziende Avedisco hanno deciso di applicare una serie di garanzie a favore del compratore, tra le quali il diritto di ripensamento dell’acquirente e l’obbligo di presentazione veritiera e di totale trasparenza dell’offerta. Nel 2001 è stato poi siglato un protocollo d’intesa con varie associazioni di consumatori (Adiconsum, Adoc, Federconsumatori, Lega consumatori Acli e Unione nazionale consumatori) sulle controversie e le modalità di comportamento da tenere in caso di lamentele da parte del consumatore nell’ambito delle vendite dirette. L’accordo ha recepito raccomandazioni della Commissione Ue. Paolo Bortolotti è inoltre il garante del codice di comportamento delle imprese Avedisco. Nel corso degli ultimi anni gli accordi tra Avedisco e i consumatori sono stati numerosi, soprattutto per disciplinare i diritti dei clienti e le responsabilità degli incaricati di vendita. Infine, tra le imprese delle vendita diretta figurano gruppi del calibro di Amc Italia (sistemi di cottura in acciaio inox), Amway Italia (prodotti per la pulizia della casa, l’igiene della persona, cosmetici, integratori alimentari e utensili da cucina), Caprai (biancheria per la casa, lingeria uomo e donna e abiti da sposa), Art’è (opere d’arte), Avon (cosmetici e profumeria), Herbalife (prodotti nutrizionali), Nuskin (cosmetici e prodotti nutrizionali), Stanhome (pulizia della casa e cosmetici), Tupperware (contenitori per alimenti), Vorwerk Folletto (sistemi di pulizia).
            V.Ch.