Vendite boom: trionfa il culto del superfluo

18/12/2000

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Vendite boom, caos in città
trionfa il culto del superfluo

Esotismo e stravaganze: è il declino del regalo necessario
Centri storici e megastore invasi in tutte le città italiane. Già si parla del 15% in più rispetto al ’99

di MARINA GARBESI

ROMA – Un Natale ricco, senz’altro il più ricco degli ultimi dieci anni. Stavolta ci si concede non solo l’utile ma anche il dilettevole (da coniugare come: stravagante, esotico, lussuosamente sfrontato oppure eco-solidale). Negozi di griffe e megastore prede di un arrembaggio di massa, in questo week end d’Avvento godereccio, città in apnea per il traffico, strade come tappeti di folla a Roma, Milano e Firenze. Tutti felicemente in marcia per il rito delle feste. La grande livella dello shopping. Che omologa ed entusiasma, quest’ anno più che mai, con le tredicesime più gonfie. Si tornano a comprare, dopo molte stagioni sobrie, alcuni emblemi di opulenza: per esempio diamanti, colli di pelliccia, e perfino i jeans sono spalmati di verinice dorata. Già si parla di un 15 per cento in più di vendite rispetto a un anno fa, a Napoli come a Bologna, dopo una partenza non proprio di slancio ai primi di dicembre. E il presidente della Confcommercio Sergio Billè conferma: "Era dal ’90 che non si aveva un Natale così, anche grazie al bonus fiscale le vendite sono risalite soprattutto per abbigliamento e gastronomia. Meno bene i libri". Che del resto sono aboliti anche nella casa del Grande Fratello. Pennellata di ottimismo da boom economico, ma intanto un consiglio, sempre da Billè: fate shopping con i mezzi pubblici ("Si risparmia benzina e si decongestiona il traffico"). "Finalmente una bella notizia – se ne compiace il ministro delle Politiche agricole Alfonso Pecoraro Scanio – Una volta tanto, un rappresentante sindacale invece di aderire alla tradizionale cultura del lamento, dà atto al governo di aver consentito agli italiani un Natale più sereno". Pecoraro ne approfitta per sponsorizzare con energia lo shopping eco-solidale, l’acquisto cioè di prodotti che rispettano l’ambiente e i diritti umani e sociali. Meglio, è ovvio, se fatto a piedi.
Ma hanno ubbidito in pochi. Ingorghi ovunque, parcheggi chimerici, ressa tra l’euforico e l’isterico. A Roma Haider se n’era già andato, ieri, rilassando l’atmosfera generale. Nel salotto pedonale di via Condotti e dintorni, si sgomitava in fila per mille, e dire che non c’era neppure Marina La Rosa, avvistata il giorno prima in un negozio di occhiali, con conseguente assalto feticistico dei fan, magari pilotato, comunque lo stesso impressionante.
La caccia al regalo fa registrare anche alcune sconfitte: nel 90 per cento dei negozi italiani non si trovano i più i desideratissimi videogiochi di Winnie the Pooh. Una fantasma anche Lara Croft. Dei 70 mila pezzi dell’ultimo episodio di Tomb Raider in versione PlayStation ne sono rimasti pochissimi in circolazione.
Secondo una ricerca inglese, fare shopping natalizio stressa più che andare dal dentista. Ma non sembrano preoccuparsene i milanesi. Di gente, in giro a far compere, se n’è vista tanta in via Paolo Sarpi, corso Garibaldi, corso di Porta Ticinese. Via Montenapoleone e dintorni espongono prezzi da emirato arabo. Vanno tanto i diamanti, quest’anno. E Giorgio Montigelli, consigliere dell’Unione di Commercio, segnala: "C’è uno spostamento di consumi netto verso la musica, i cd, l’elettronica, il tempo libero in generale e la vacanza". Un must? Le scarpe da barca o da campagna. La PlayStation due è venduta a 899 mila e qualche commerciante cinico obbliga a comprare altri giochi per consegnarla. Ma il gadget dell’anno, il trendyssimo, è "Big Mouth", pesce con boccaccia che suona e si muove, viene dagli Usa.

Se a Roma una fiumana inarrestabile di compratori "politicamente corretti" ha visitato la Fiera del prodotto solidale, comprando caffè equadoregno, a Bologna ci si disputa un collier di Bulgari da un miliardo. Alla fine, i bolognesi, di miliardi questo Natale ne spenderanno almeno 800, 180 in più dell’anno scorso.
Una folla enorme ha occupato pacificamente ieri anche il centro di Firenze. Accanto ai regali costosi cresce anche la cultura del "pensierino". In varie parti della città hanno aperto i battenti negozi che offrono oggetti a mille, mille e cinquecento lire. Successo immediato per la spugnetta made in China a doppio rullo, per pulire il fondo dei bicchieri.
A Palermo, invece, atmosfera invelenita: i commercianti sostengono di avere avuto, a causa del vertice Onu, un calo delle vendite dal 30 al 70 per cento. Preannunciano iniziative clamorose se non avranno risposta alla loro richiesta di indennizzo. Addirittura shopping a numero chiuso, a Torino, per la ressa da Vuitton, con la gente che accetta disciplinatamente la fila. Affari in corsa: 15- 20 per cento in più del Natale ’99. A Napoli apertura non stop dei negozi anche ieri, sotto l’albero è un tripudio di schiccherie estetizzanti, per gli esigenti che non s’annoiano a esplorare botteghe per trovare gli antichi tarocchi egizi, le spezie rare, oppure la biosfera (Beachworld), sfera di cristallo non per divinare ma osservare la vita di una comunità di minuscoli gamberetti hawaiani, perfettamente autosufficienti (costo dalle 100 alle 400 mila).