Vendite auto boom, ma il futuro fa paura

02/02/2010

TORINO – Il 30,2 per cento di incremento del mercato italiano dell´auto in gennaio è un dato positivo, che però si spiega alla luce della profonda differenza tra l´avvio del 2009 e del 2010, tant´è vero che se il raffronto viene fatto col corrispondente mese del 2008 esso si trasforma realisticamente in un calo dell´11,7 per cento. E se poi si risale al 2007, la contrazione arriva al 17,6.
Le 206mila vetture immatricolate il mese scorso sono il risultato dello smaltimento degli ordini accumulati in dicembre, sulla spinta della fine annunciata del regime di ecoincentivi. Un dato, questo, che va subito accompagnato all´altrettanto annunciato crollo degli stessi ordini in atto e che a marzo toccherà il culmine: indipendentemente dal rinnovo, si vedrà poi quando e con quali meccanismi, delle misure di sostegno. Da qui si deve partire per capire cosa accadrà nei prossimi mesi. Dal fatto cioè che, come fa notare il Csp di Bologna, «gennaio è stato salvato dagli incentivi 2009», ovvero dalle 350mila vetture che c´erano in portafoglio ordini sulla base della normativa incentivi che consente di immatricolare fino al 31 marzo le auto ordinate con bonus entro il 31 dicembre. Senza dimenticare poi che i risultati del primo mese del 2009 erano l´effetto del primo tonfo di un mercato privo ancora del paracadute incentivi, e ancora sotto choc per il crac di Lehmann Brothers, tre mesi prima.
In questo scenario il gruppo del Lingotto ha immatricolato 66mila vetture, con un incremento del 30,4 per cento rispetto alle 51mila di un anno fa. Si è mantenuto in linea col mercato e ha difeso la quota del 32 per cento: con una leggera flessione per quanto riguarda il marchio Fiat, compensata da Lancia (più 42,47) e Alfa Romeo (più 24,04). Mentre in Francia, a fronte di un aumento delle vendite complessive del 14 per cento, la scuderia torinese – dopo diversi mesi di buoni risultati – ha accusato una perdita del 14,8. Tornando in Italia, la flessione di Audi, Bmw, Mercedes è contrapposta agli aumenti delle altre case, tra le quali spiccano un balzo del 156 per cento della Renault, dell´80 di Toyota e del 39 di Ford. E anche questa è la conferma dell´effetto incentivi.
Per queste ragioni adesso si guarda con attenzione al loro rinnovo, partendo da un comprensibile "blocco" degli ordini nel frattempo. La sola Fiat è sotto del 50 per cento rispetto agli ultimi mesi del 2009, a un livello perfino inferiore a quello di un anno fa. «Nessuno è disposto a comprare oggi a 100 quello che potrà avere domani a 90» osserva il direttore del Csp, Gian Primo Quagliano. E la caduta del mercato viene paventata anche dal presidente dell´Anfia, Eugenio Razzelli, il quale sottolinea come gli ecoincentivi hanno contribuito a far salire nell´ultimo anno dal 7 al 22 per cento la quota di auto ad alimentazione alternativa.