Vendite al dettaglio, la ripresa è lontana

28/03/2003



            Venerdí 28 Marzo 2003
            Vendite al dettaglio, la ripresa è lontana

            Istat: a gennaio lieve aumento mensile (+0,1%)


            ROMA – I consumi restano ancora praticamente piatti nè si intravvedono segnali di ripresa. In gennaio – secondo l’Istat – il valore corrente delle vendite al dettaglio è aumentato del 3% su base annua a fronte di un aumento congiunturale dello 0,1 per cento. Le difficoltà maggiori sono state rilevate nel Mezzogiorno. L’andamento delle vendite appare infatti progressivamente meno intenso spostandosi dal Nord al Sud: l’aumento dell’indice grezzo oscilla da un massimo del 3,4% nelle regioni settentrionali, con una punta del 3,7% nelle regioni del versante orientale (contro il 3,2%% del Nord-ovest), a un minimo del 2,1% in quelle meridionali. Nell’Italia centrale invece l’incremento è del 2,5 per cento. Sempre nel gennaio 2003, alcuni gruppi merceologici sono stati comunque caratterizzati da aumenti tendenziali superiori alla media, come è avvenuto per alimentari (+4,2%), cartoleria, libri e giornali (+3,2%) e supporti magnetici (+3,1%). In media i casalinghi (+3%). A crescere meno velocemente sono stati invece i comparti abbigliamento-pellicceria (+1,4%) e soprattutto le calzature (+0,2% appena). Come in passato, è sempre la grande distribuzione (+4,4%) a manifestare uno slancio ben più sostenuto di quello di cui sono state capaci le imprese che operano su piccole superfici, che hanno visto limitarsi l’incremento ad un modesto 1,7 per cento. Nell’ambito della grande distribuzione, i risultati migliori sono stati conseguiti dagli ipermercati (+5,8%) e dai supermercati (+4,7%). In tono minore la dinamica degli hard discount (+2,9%), mentre i grandi magazzini devono fare i conti con un calo delle vendite pari all’1,4 per cento. I dati sulle vendite al dettaglio in gennaio confermano «il divario tra piccola e grande distribuzione e anche quello tra Sud e Nord» afferma la Confesercenti in una nota, chiedendo al Governo un intervento per rilanciare i consumi. La Confesercenti lancia anche un allarme: «A fine anno potrebbero chiudere almeno 60mila imprese e perdere il posto 100mila lavoratori». La Confesercenti rileva che a gennaio le vendite nette per le piccole e medie imprese commerciali hanno segnato un -1,1% contro il +1,9% dei supermercati e il +3% degli ipermercati. Confesercenti sottolinea che «la crisi dei consumi che ormai da mesi rappresenta una delle cause principali della mancata ripresa economica».
            ELIO PAGNOTTA