Vendite al dettaglio in retromarcia

28/01/2002





Commercio – A novembre crescita tendenziale dell’1,5% ma al netto dell’inflazione il dato è in calo dello 0,9%
Vendite al dettaglio in retromarcia
Bene discount (+5,8%) e supermercati (+4,1%), soffrono i piccoli
Elio Pagnotta
(NOSTRO SERVIZIO)
ROMA – L’andamento delle vendite al dettaglio resta inchiodato su ritmi quanto mai blandi, lasciando intendere che la ripresa dei consumi faticherà a concretizzarsi in tempi brevi. In novembre infatti l’aumento del valore delle vendite è stato all’1,5% appena su base annua. E il confronto con l’inflazione rende il dato di novembre ancor meno soddisfacente: con i prezzi al consumo che si sono portati al 2,4% tendenziale, la crescita delle vendite, riferita al valore corrente, si trasforma in una frenata assai vicina al punto percentuale (-0,9%). Un risultato destinato a pesare sul bilancio finale dei consumi nel 2001, nonostante l’accelerazione della domanda che dovrebbe aver caratterizzato grazie alle festività natalizie l’ultima parte dell’anno. Ma molto probabilmente neanche la scontata accelerazione che si è verificata in dicembre è stata sufficiente a impartire alla nostra economia una velocità di crescita più sostenuta dell’1,8% che rappresenta il punto verso cui convergono le previsioni più recenti. E veniano al quadro completo dei dati. Secondo l’Istat, in novembre il valore corrente delle vendite del commercio fisso al dettaglio è aumentato dell’1,5% nei confronti dello stesso mese del 2000 (l’indice base 1995=100 è risultato pari a 126,4). Insomma, la dinamica delle vendite accorcia nuovamente il passo: tanto che anche i dati destagionalizzati ribadiscono la difficoltà della ripresa e rispetto ad ottobre l’incremento non supera un marginale 0,1%. Del resto, le vendite si sono dimostrate scarsamente vivaci tanto al Nord (+1,7%) quanto nelle regioni centrali (+1,2%) e meridionali (+1,5%). Sempre nel novembre 2001, alcuni gruppi merceologici sono comunque stati caratterizzati da aumenti tendenziali abbastanza elevati: tra questi, come e più che in passato, i prodotti farmaceutici (+3,8%), seguiti dai casalinghi (+2,1%) e dalle calzature (+2%). Modesta anche la crescita degli alimentari (+1,8%). Variazioni molto esigue si verificano invece per elettronica e informatica (+0,2%) e mobili ed arredamento (+0,6%). La grande distribuzione continua a dare un contributo sostanzioso alla pur debole andatura dei consumi, con un aumento complessivo del 2,7% (contro l’1,3% appena delle imprese che operano su piccole superfici): e non a caso ha avuto la sua punta di diamante negli hard discount (+5,8%), esercizi che commercializzano prodotti di marche alternative a costi contenuti. Bene anche i supermercati (+4,1%). Da sottolineare le crescenti difficoltà delle piccole imprese (fino a 2 addetti), che si sono dovute accontentare di un incremento dello 0,6% appena, contro il 2% delle medie imprese e il 2,7% delle grandi. Nei primi undici mesi del 2001, il consuntivo delle vendite non è andato oltre un incremento del 2% nei confronti dello stesso periodo dell’anno passato, con un massimo del 4,5% per la grande distribuzione e un minimo dell’1,4% per le piccole imprese. Preoccupati i commenti degli operatori. Secondo la Confesercenti va considerato (al netto dell’inflazione) che in novembre l’andamento delle vendite è sottozero per le imprese commerciali di piccole dimensioni sia per i prodotti alimentari (-1,5%), che per quelli non alimentari (-0,7%) mentre la grande distribuzione continua a registrare incrementi. Per Confesercenti «l’economia italiana, già piuttosto affannata, ha registrato a causa dell’exploit del terrorismo un’ulteriore frenata. In questa situazione – sottolinea una nota dell’organizzazione – è evidente che il settore commerciale, e in particolare le Pmi, hanno bisogno di crescere, di specializzarsi e di associarsi per affrontare la crisi e per poter competere con la grande distribuzione». Si tratta di obiettivi che per Confesercenti sono raggiungibili soltanto «mettendo in campo adeguati interventi pubblici per la modernizzazione del settore».

Sabato 26 Gennaio 2002