Vendite al dettaglio, avanti piano

29/01/2001

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Sabato 27 Gennaio 2001
italia – economia
—pag—9

A novembre l’Istat ha rilevato un aumento tendenziale dell’1,5% (1,1% in ottobre).
Vendite al dettaglio, avanti piano

(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA Le vendite al dettaglio restano stagnati, anche se dal profilo destagionalizzato emerge che gli indici si mantengono su livelli alti. Secondo quanto ha comunicato ieri l’Istat in novembre il valore corrente delle vendite del commercio fisso al dettaglio è aumentato dell’1,5% rispetto allo stesso mese del 1999 (l’indice base 1995=100 è risultato pari a 124,5).

L’incremento, pur blando, è risultato piuttosto uniforme tra le diverse aree geografiche, con una punta dell’1,6% per le regioni settentrionali e un minimo dell’1,3% al Centro-Sud.

Il compartoo caratterizzato dall’aumento tendenziale più elevato è stato quello degli alimentari (+2,8%). In tutti gli altri settori si sono registrati incrementi meno consistenti, con una massimo dell’1,9% per i prodotti farmaceutici e l’abbigliamento e dell’1,2% per il comparto foto-cine. In diminuzione le vendite di giocattoli e articoli sportivi e da campeggio (-0,6%), cartoleria, libri, giornali e riviste (-0,1%).

L’andamento delle vendite intanto continua a penalizzare gli esercizi più piccoli. La crescita delle piccole imprese (fino a 2 addetti), spesso a conduzione familiare, non va infatti oltre un modesto +0,9 per cento. Vanno meglio le aziende di medie dimensioni (da 3 a 5 addetti), che beneficiano di un incremento dell’1,2 per cento.

Per le grandi aziende, quelle con almeno 20 addetti, la crescita raggiunge il 2,8%. Da segnalare per quanto riguarda la grande distribuzione, capace di una crescita del 3,8%, che ancora una volta sono le vendite degli hard discount a marciare più speditamente (+6,4%). Bene anche le vendite degli ipermercati (+4,8%), mentre i grandi magazzini marciano a rilento (+0,5%).

Nel periodo gennaio-novembre la crescita delle vendite si attesta sull’1,5 per cento.

Secondo la Confesercenti i dati relativi all’andamento delle vendite al dettaglio del mese di novembre 2000 indicano un lieve miglioramento rispetto al mese precedente (in media 1,5% il tasso tendenziale contro l’1,1%) ma confermano nello stesso tempo il forte divario esistente tra grande e piccola distribuzione.

Come sottolinea una nota Confesercenti «ancora una volta il beneficio maggiore è per le grandi imprese, mentre le piccole — nonostante il lieve incremento rispetto ad ottobre — continuano a subire perdite in termini reali: se depurato dall’inflazione, infatti, il dato di novembre equivale a un calo delle vendite dell’1,7% per i piccoli esercizi rispetto al +1,1% messo a segno da quelli di grandi dimensioni».

Secondo Confesercenti si rendono a questo punto sempre più urgenti interventi mirati in grado di non deprimere la capacità di spesa delle famiglie dopo la fiammata del periodo natalizio «regalata» dalla restituzione del bonus fiscale».

—firma—Elio Pagnotta