Vendita Parmatour, debiti oltre 826 milioni di euro

22/10/2004


           
           
           
           
          Turismo
          Numero 253, pag. 15
          del 22/10/2004
          Vendita Parmatour, debiti oltre 826 milioni di euro
           
          Il commissario Bondi traccia un quadro della situazione patrimoniale.
           
          Il polo turistico creato e controllato dalla famiglia Tanzi è stato un pozzo senza fondo di perdite. La galassia turistica che fa capo a Parmatour conta oltre 826 milioni di euro di debiti, di cui oltre 353 nei confronti di decine di banche. L’equilibrio della società resta precario e tende ad aggravarsi.

          Il gruppo infatti può far fronte ai fabbisogni solo fino agli inizi di novembre. Si evince nel programma di cessione di Parmatour, 98 pagine firmate dal commissario straordinario di Parmalat, Enrico Bondi. Il dossier ricostruisce numeri e storia del disastro dell’holding turistica dalla famiglia Tanzi: una parte delle perdite è dovuta ´ad appropriazioni senza giustificazioni effettuate in varie forme da dipendenti e amministratori’.

          Viene toccato anche il capitolo distrazioni e viene ovviamente trattato il discorso dei debiti verso le banche. Tra le più esposte, la Banca Agricola Mantovana (che sponsorizzò l’attività turistica dei Tanzi con oltre 59 milioni di euro), la Bipop (oltre 37 milioni di euro) e Centrobanca (più di 39
          milioni ). Parmatour, nell’aprile 2003, quindi a pochi mesi dal tracollo, tentò anche una convenzione interbancaria per la ristrutturazione del debito insieme al gruppo Capitalia e alla Bam).
          Le maggiori preoccupazioni ora sono per i lavoratori: da gennaio già in 100 hanno fatto le valigie e attualmente dei 444 assunti con contratto a tempo indeterminato ben 163 sono in cassa integrazione. Tra le realtà più in difficoltà la Sestante business travel, che ha perso il 60% del valore degli affari dopo il crak. L’area villaggi, invece, sempre secondo quanto riportato nel programma di cessione, è quella meno problematica e più competitiva. I villaggi di Parmatour sono 11, di cui sei all’estero, con circa 1.000 camere e 2.300 posti letto.
          Le organizzazioni sindacali vorrebbero che il gruppo venisse venduto per intero: è anche l’intenzione di Bondi, il quale però chiarisce che ´nel caso la vendita complessiva non fosse percorribile si dovrà procedere a una vendita frazionata per ogni singolo ramo’. Si fa anche riferimento alla garanzia richiesta agli acquirenti per il mantenimento del personale per almeno due anni: infine, il commissario straordinario precisa il suo no a un pagamento dilazionato. Bondi per Parmatour vuole i soldi subito a meno, ovviamente, di precise garanzie.