Veltroni ai sindacati: contrapposizioni pericolose

05/07/2007
    giovedì 5 luglio 2007

    Pagina 8 – Primo Piano

      Veltroni: abbassare le tasse in tre anni
      E ai sindacati: contrapposizioni pericolose

        La visita a Padova: un suicidio la formula del conflitto operaio-imprenditore

          dal nostro inviato
          Alessandro Capponi

          PADOVA — A Padova, la lezione è per i sindacati. La prima tappa della conquista del Nord di Veltroni è, dunque, per Cgil Cisl e Uil: «Se pensate che operaio e imprenditore siano contrapposti, il Paese va allo sfascio». Non a caso, per spiegare la sua presenza in questa parte d’Italia, Veltroni dice che «il Paese ha bisogno di uno choc innovativo, per questo ho scelto Padova, e questa regione che è il cuore pulsante dell’innovazione».

          Walter Veltroni arriva nel Nord Est dopo un volo aereo Roma-Venezia — il 6362 dell’AirOne — sul quale, sono da poco passate le sei della sera, il comandante chiede ai passeggeri di rimanere seduti con le cinture di sicurezza allacciate: turbolenze, i bambini urlano e le bibite volano, due minuti di paura e vuoti d’aria. Ma l’atterraggio è morbido e così pure l’accoglienza di Padova a Veltroni: lui, così come anticipato in un’intervista al Corriere del Veneto, è qui per rilanciare, ovviamente su uno dei temi molto cari a questa parte d’Italia, il fisco. «Ridurre la pressione fiscale in tre anni — dice — pagare meno e pagare tutti. Lo Stato dovrebbe essere percepito non come nemico e non solo nella sua funzione di esattore».

          Soprattutto, prima di raggiungere il centro congressi, il candidato alla segreteria del Pd, incontra i sindacalisti di Cgil-Cisl-Uil della zona: a loro, dice chiaramente che «con le vostre posizioni rigide non aiutate a tutelare chi sta peggio di voi, cioè i precari». E quando quelli gli dicono che «gli industriali evadono il fisco », Veltroni risponde in uno scatto, un solo fiato: «La contrapposizione con gli industriali sarebbe un suicidio, non entrate in questa logica, se pensate che operaio e imprenditore siano contrapposti, il Paese va allo sfascio. Il conflitto tra lavoro dipendente e lavoro autonomo, il conflitto in genere tra categorie produttive, è un’idea da rimuovere ». Una lezione.

          Prima della lezione vera e propria — «Cos’è la politica?», centro congressi Papa Luciani, più di mille persone in platea — Veltroni regala la sua visione dell’attualità: «Adesso gli schieramenti sono fatti per sconfiggere l’avversario e non per governare il Paese». Dice il sindaco di Roma che «bisogna trovare un nuovo equilibrio tra il momento parlamentare, il controllo e l’indirizzo, e il momento della decisione politica. Perché bisogna scongiurare il rischio che la democrazia si corroda e che si crei uno spirito antidemocratico». La lezione che il sindaco di Roma tiene nel centro congressi, è la stessa già vista a Napoli e a Milano. Stavolta c’è un filmato sull’alluvione del Polesine, anno 1951. In platea ci sono il presidente degli industriali Francesco Peghin e un imprenditore storico della zona, Mario Carraro. Non c’è Massimo Cacciari, ma a Veltroni arrivano le parole di un altro sindaco, quello di Bologna, Sergio Cofferati: «Lui è il candidato più forte. Non sarei d’accordo con la candidatura di Bersani, metterebbe in discussione l’idea di unità».