«Vedrò le parti, ma non stralcio l’art.18»

19/02/2002





Berlusconi rilancia il dialogo: la posizione del Governo per� non cambia – Maroni assicura che la maggioranza � compatta
�Vedr� le parti, ma non stralcio l’art.18�
Vertice tra Fini e il premier: �Nell’Esecutivo siamo tutti d’accordo, il patto con Blair dimostra la necessit� assoluta delle riforme�
ROMA – La parola stralcio non esiste. A ripetere che il Governo non ha ripensamenti e che le nuove norme sui licenziamenti non verranno cancellate dal provvedimento di legge all’esame del Senato � di nuovo il premier, Silvio Berlusconi. �Non � previsto alcuno stralcio in merito all’articolo 18, la posizione del Governo non cambia�, ha detto ieri il presidente del Consiglio. �Non posso che confermare – ha aggiunto Berlusconi – che non ci sono novit� per quanto riguarda la posizione del Governo. Andremo avanti convinti che questo sia il minimo per avere un mercato del lavoro che possa sviluppare pi� posti di lavoro e possa dare pi� chance, pi� possibilit� a chi non ce l’ha�. Il dialogo, per�, prosegue e da Palazzo Chigi si apprende che il premier �pensa di convocare le parti sociali� a breve. E la notizia, che si era diffusa nel pomeriggio, di una possibile nuova proposta del presidente del Consiglio � stata, prima, precisata dallo stesso vice-presidente del Consiglio, Gianfranco Fini (�non si tratta di una nuova proposta di merito ma di metodo: si parla di dialogo sociale e il dialogo continua�) e, poi, anche da Berlusconi. �Siamo assolutamente aperti al dialogo – ha detto Berlusconi – e pu� darsi ci siano incontri nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Dialoghiamo avendo per� presente che quella � la nostra posizione e crediamo sia davvero il minimo per poter dare una risposta anche a quanto ci viene chiesto in Europa soprattutto dopo aver sottoscritto il documento sul mercato del lavoro con il premier britannico Blair. Credo non si possa, da parte di nessuno, pensare che l’Esecutivo cambi opinione o posizione su questo tema�. E in tarda serata c’� stato un vertice a Palazzo Chigi tra il premier e Gianfranco Fini in cui si � parlato anche di lavoro: il Governo si � ricompattato sulla linea del �non stralcio� a fronte dell’impegno del premier di rilanciare il dialogo senza per� mettere sul tavolo una marcia indietro secca sull’articolo 18. Le eventuali soluzioni che si stanno cercando potrebbero essere "dentro" la delega, per tenere aperta la strada alla riforma dei licenziamenti ma cercando di non dare soluzioni precostituite alle parti sociali e allargando il confronto agli ammortizzatori sociali e alle nuove tutele per lo Statuto dei lavori. Le ipotesi per� si ricorrono e cambiano di ora in ora, frutto di serrate trattative dentro e fuori l’Esecutivo. Il "negoziato" � nelle mani del ministro del Welfare, Roberto Maroni che dopo una domenica di colloqui sia con il premier, sia con il leader della Lega, ieri ha tenuto i contatti con le parti. �Maggioranza e Governo sono compatti – ha assicurato ieri da Milano Maroni -. C’� una proposta precisa e una maggioranza che la sostiene�. Le spaccature emerse nella coalizione di maggioranza sembrano, quindi, rientrare alla luce del nuovo lavoro di diplomazia messo in campo dal Governo. Apprezzamenti, infatti, sono arrivati sia dal ministro di An, Gianni Alemanno, che dai centristi. Ma ieri a spiegare con nettezza le ragioni dell’Esecutivo � stato il vicepremier, Gianfranco Fini: �Non ci sono posizioni variegate su questo tema tra il presidente del Consiglio, Fini e il ministro del Welfare. Non � vero che vogliamo licenziare ma siamo tutti d’accordo sulla necessit� di riformare il mercato del lavoro per creare occupazione, cosa che non � stata fatta dal Governo di centro-sinistra�. E anche la proposta di stralcio arrivata dal capogruppo Ccd-Cdu alla Camera, per Fini �� destinata a rientrare�. Per il vicepremier, uno stralcio delle nuove misure sull’articolo 18 sarebbe �una prova di debolezza e non di ragionevolezza. Auspichiamo un’intesa con il sindacato allargando il confronto a temi importanti come il Mezzogiorno, gli ammortizzatori sociali, la decontribuzione. Su questi temi vogliamo cogliere il contributo di tutti ma se questo non avverr� il Governo andr� comunque avanti�. In questo quadro, il patto sulla flessibilit� siglato tra Berlusconi e Blair, �dimostra come sia necessario garantire una maggiore flessibilit� nel mercato del lavoro�. Sull’asse italo-inglese si ritrova il commento di Maroni: �A me pare che dopo l’accordo di Berlusconi e Blair sul modello europeo di mercato del lavoro si siano chiarite molte cose. La nostra non � una linea di intransigenza – ha detto rispondendo all’accusa del leader Uil Angeletti – ma di coerenza�. E ha tenuto in evidenza anche lo sforzo per un accordo che si sta facendo: �Come ha detto il capo dello Stato Ciampi, il dialogo sociale � un valore e noi sino alla fine continueremo a insistere perch� questo dialogo si sviluppi�. Oggi intanto dovrebbe cominciare la votazione degli emendamenti sulla delega-lavoro (che all’articolo 10 contiene le nuove misure sull’articolo 18) alla commissione Lavoro di Palazzo Madama. Il relatore del provvedimento esclude si possa votare l’articolo "clou" gi� questa settimana, pi� probabile, invece, la prossima o l’altra ancora. Il Senato aspetta, quindi, gli esiti del dialogo sociale.
Lina Palmerini

Marted� 19 Febbraio 2002