Valtur verso lo spezzatino, domani apertura delle buste

28/01/2013

Per Valtur è arrivato il D-day. É molto probabile che domani sera conosceremo l`acquirente del marchio Valtur e di almeno una parte dei villaggi. Il 28 gennaio scadono infatti i termini della seconda asta per la vendita della società del turismo in amministrazione straordinaria (legge Marzano) dall`ottobre 2011, dopo l`uscita di scena della famiglia Patti: questa volta però si tratta di uno "spezzatino" dei complessi aziendali e delle partecipazioni. Il disciplinare di gara prevede infatti che l`offerente «avrà facoltà di escludere fino a 5 dei 9 rami d`azienda dei villaggi turistici tra Baia di Conte, Capo Rizzuto, Colonna Beach, Favignana, Marilleva, Ostuni, Pila, Santo Stefano e Sestriere». Insomma un brusco dietro front rispetto alla filosofia della prima gara fallita, in ottobre, che prevedeva la vendita in blocco degli asset. Ora c`è la possibilità che Valtur sia spezzata in due (se va bene) o più pezzi. Un ripensamento sofferto quello dei tre commissari – Daniele Discepolo, Stefano Coen e Andrea Guerra – ma anche una prova di realismo dettata dall`interesse per la prosecuzione dell`attività e per la salvaguardia dell`occupazione. Al primo bando erano interessate una decina di società-tra cui gli spagnoli di Barcelò, Alpitour, la Rt di Riccardo Toto e il magnate indiano del ferro Pramod Agarwal, proprietario del colosso Zamin Grop – salvo poi, all`apertura delle buste, presentare «un`offerta non vincolante e diverse manifestazioni d`interesse non conformi al disciplinare di gara». I commissari, con il secondo bando, non possono rischiare un altro fallimento: hanno allineato «le modalità di vendita dei complessi aziendali alle aspettative del mercato». Tradotto: ci abbiamo provato ma ora se vogliamo salvare l`azienda dobbiamo venderne i pezzi che ci chiedono. Se invece fallisse anche la seconda gara i commissari dovrebbero recarsi al ministero dell Sviluppo per chiedere la proroga della procedura o la cessazione dell`attività? Furibondi i sindacati. «Il voltafaccia dei commissari sulla vendita "spezzatino" – commenta Lucia Anile della Filcams Cgil – ci ha molto sorpresi, soprattutto perchè non siamo stati consultati. Detto questo i villaggi invernali, eccetto Sestriere, sono stati aperti e 133 dipendenti continuano nella Cig a rotazione. L`arino scorso sono state fatte 2.624 ore di Cig, "soltanto" il 34% del richiesto». In realtà i dipendenti di Valtur sono complessivamente 236 se si considerano anche anche quelli della sede milanese e delle agenzie di Milano e Roma. L`ultimo dato noto stabilisce che l`indebitamento consolidato del gruppo a fine settembre 2012 era di 483 milioni, contro i 3o3 milioni rilevati al termine del 2011. Un`emergenza finanziaria che, lo scorso giugno, ha indotto i commissari a chiedere, con la garanzia pubblica, una linea di credito di 5o milioni a Bnl per assicurare il funzionamento deivillaggi Valtur durante l`estate. Il credito è stato utilizzato per il 40%. E i conti? «I commissari – conclude Anile – ci dicono che il 2012 non è stato peggio del 2011. E ora? Dopo il 28 gennaio ci rivedremo immediatamente con loro per capire che fare».