Valtur tenta la strada del pareggio

07/09/2004

            SUPPLEMENTO AFFARE E FINANZA di lunedi 6 Settembre 2004

            FINANZA pag. 40

            Valtur tenta la strada del pareggio
            L’anno scorso abbattuto il capitale per perdite. Poi il finanziamento di Intesa


            La nave va. Almeno a dar credito alle dichiarazioni del gruppo, per Valtur il peggio sembra passato e i risultati della stagione estiva (ancora provvisori) dovrebbero far segnare un incremento del fatturato del 20% rispetto al 2003. Insomma, tutto fa sperare che il bilancio in corso (che si chiuderà a fine ottobre) si chiuderà con un "sostanziale pareggio" (come dichiara il direttore generale Bruno Pannunzi).

            Non è un segnale da poco, se si pensa che solo l’anno scorso il rosso consolidato della Valtur aveva sfiorato i 10 milioni di euro e, a causa delle perdite in corso e di quelle pregresse, il capitale era stato abbattuto per 30 milioni di euro. Una decisione dolorosa ma obbligata dal Codice civile e che ora potrebbe essere almeno parzialmente riconsiderata. All’epoca, infatti, il capitale non era stato ricostituito, nonostante il prestito da circa 50 milioni che Intesa, principale controparte bancaria del gruppo, aveva garantito alla fine dello scorso anno.

            In realtà, il polmone finanziario che l’istituto guidato da Corrado Passera ha versato nelle casse della famiglia Patti che controlla il gruppo un tempo di proprietà del pianeta Fiat è grosso modo il doppio, circa 100 milioni di finanziamento (a parziale ristrutturazione di un credito precedente). Ma i Patti non hanno solo Valtur, nel loro orizzonte industriale c’è anche un’altra anima, sempre legata a Torino: la Cablo Electra. Questa società, che produce pezzi per auto ed è quindi legata a doppio filo alla Fiat, come fornitrice, a sua volta non attraversa un buon momento e anche se dal punto di vista societario la partita turistica è tutt’altra cosa rispetto a quella industriale, si capisce che l’intervento complessivo di Banca Intesa è stato piuttosto corposo (100 milioni).

            Dopo la boccata di ossigeno del finanziamento, la posizione finanziaria netta di Valtur è migliorata e ora segna un rosso di circa 40 milioni di euro. L’azzeramento delle perdite nel bilancio 20032004 dovrebbe mettere al sicuro il gruppo da nuove docce fredde. Anche perché, spiegano ancora alla Valtur, il programma di ristrutturazione messo a punto dalla Tatò & partners continua secondo la tabella di marcia prevista dai consulenti.

            Che prevede, tra l’altro, di concentrarsi sull’attività dei villaggi, eliminando anche i residence. L’ultimo nato, quello di Favignana, sembra abbia dato ottimi risultati. Nei prossimi mesi si vedrà se il gruppo è davvero uscito dalle sacche della crisi.

            (vi.p.)