Valtur: Inascoltati gli appelli del MiSE e dei sindacati, partono i licenziamenti

15/06/2018
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Non è stata neppure presa in considerazione la proposta delle organizzazioni sindacali di rinviare i licenziamenti senza produrre ulteriori costi per la procedura di liquidazione, ovvero ricorrendo all’aspettativa non retribuita. La Valtur di Bonomi non guarda in faccia nessuno e procede con l’invio delle lettere di licenziamento, arrivate questa mattina.

“Un ulteriore schiaffo ai lavoratori e alle istituzioni, che dimostra come il finanziere dal volto umano sia una figura ben lungi dall’essere incarnata dal signor Bonomi – dichiara Luca De Zolt della Filcams CGIL – il momento per i lavoratori e le loro famiglie è drammatico, e al dramma si aggiunge la rabbia per il comportamento dei manager e dell’investitore. Proprio ora che si aprono spiragli collegati all’asta sul marchio, si vuole ancora una volta rimarcare che l’imprenditore può fare quello che vuole, in barba all’etica e alla responsabilità d’impresa”.

Valtur, il marchio storico del turismo italiano, è in mano all’Investindutrial di Bonomi dal 2016. Tutta da chiarire la storia recente della società e i rapporti con le società a capitale pubblico, come Cassa Depositi e Prestiti che ha comprato i villaggi andati poi in gestione a TH Resorts, partecipata dalla stessa CDP.

Da ieri il marchio è all’asta per 1.500.000 euro, le organizzazioni sindacali hanno chiesto al MISE di riaprire un tavolo di crisi con chi manifesterà interesse sul marchio per collegare all’acquisto un programma di re-industrializzazione.