Valtur in affanno sui debiti, chiesta l’amministrazione straordinaria

14/10/2011

L’azienda della famiglia di Carmelo Patti: «Paghiamo crisi del Maghreb. Salvaguardati i posti di lavoro»
MILANO – Troppi debiti e nessun cavaliere bianco all’orizzonte: Valtur chiede l’amministrazione straordinaria. L’azienda italiana del turismo oggi controllata dalla famiglia Patti, ha depositato mercoledì sera l’istanza per l’ammissione alla legge Marzano. Il piano, è scritto in una nota, prevede «la continuità aziendale e la salvaguardia» degli attuali posti di lavoro, 3 mila dipendenti circa. La legge Marzano che prende il nome dall’ex ministro delle Attività produttive regola la ristrutturazione per insolvenza di grandi aziende (minimo 500 dipendendenti e debiti non inferiori ai 300 milioni»
IL PIANO - Per abbattere l’indebitamento finanziario è prevista la dismissione di immobili «non core» e villaggi che possono essere utilizzati in locazione per oltre 110 milioni di euro ed un aumento di capitale fra i 30 e i 50 milioni di euro. Con 22 strutture recettive in Italia e all’estero e un fatturato di circa 200 milioni di euro Valtur segna un indebitamento di 303,6 milioni, di cui 62 verso le banche, 85 verso i fornitori e 96 nei confronti di Erario ed istituti di previdenza.
L’AZIENDA – L’attività prosegue regolarmente chiarisce l’azienda nel comunicato, motivando la scelta di accedere alla Marzano con «la grave crisi che ha colpito il settore turistico a partire dal 2008»
«Nel corso di quest’anno l’azienda ha sofferto della particolare situazione congiunturale e dell’inaspettata crisi dei Paesi del Maghreb – si afferma – che ha ridotto drasticamente i flussi turistici verso Tunisia ed Egitto – paesi nei quali l’Azienda aveva investito in maniera importante. Ad incrinare la situazione, anche il dilungarsi delle trattative per le dismissioni degli immobili “non core” che erano state previste nel primo semestre di quest’anno»

LA PROPRIETA‘ – Fondata a Roma negli anni ’60 da Craveri, imprenditore affiancato allora da Fiat Aci e Alitalia . Nel 1998 il controllo è passato in capo alla famiglia del cavaliere Carmelo Patti di Trapani, in passato interessato da un’inchiesta giudiziaria per false fatturazioni.