Vacanze, torna l’ottimismo

26/11/2002

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
280, pag. 17 del 26/11/2002

Le previsioni per fine anno dell’Osservatorio sul turismo Unioncamere-Isnart.
Vacanze, torna l’ottimismo

Oltre il 30% degli italiani ha intenzione di partire

Torna un po’ di ottimismo tra gli operatori dell’industria del turismo. Almeno secondo le previsioni dell’Osservatorio di Unioncamere. Il 16% degli italiani (circa 7,7 milioni di individui) dichiara che, tra ottobre 2002 e gennaio 2003, effettuerà sicuramente almeno un periodo di vacanza. Un altro 17% (pari a 8,5 milioni di italiani) dice invece che probabilmente partirà. La somma di questi due valori (33%) è sensibilmente più elevata rispetto a quella registrata l’anno scorso (21,6%), quando, anche per effetto della tragedia dell’11 settembre, i pronti a partire erano il 12% e gli intenzionati si attestavano al 9,6%. Tale quadro risulta dalla rilevazione periodica fornita dall’Osservatorio dell’Unioncamere, curato in collaborazione con l’Istituto nazionale di ricerche turistiche (Isnart). A partire per le vacanze natalizie e per il Capodanno saranno soprattutto gli abitanti dei grandi centri urbani e i più giovani. I dati dell’indagine mostrano però un cambiamento delle inclinazioni del turista italiano. Dopo la crisi legata ai tragici eventi dell’11 settembre 2001, l’estero ritrova appeal per il 37% degli intervistati (nel 2001 la quota degli intenzionati ad andare all’estero era pari al 16,9%).

Ad avere la meglio saranno le destinazioni europee (63%), l’Africa (14%, Egitto in testa) e l’Asia (3,7%). Ma, soprattutto, l’inverno dovrebbe portare fortuna agli Stati Uniti, meta prevista per il 4,5% delle partenze verso l’estero. L’Italia, comunque, rimane la destinazione preferita dai nostri connazionali. Il 65,1% di quelli che trascorreranno in vacanza le festività natalizie, infatti, raggiungerà località del nostro paese, con una predilezione per le città d’arte della Toscana e del Lazio e per la montagna del Trentino e della Lombardia.

Si conferma poi il trend di una crescita delle vacanze brevi, a fronte di una riduzione della durata media della vacanza considerata principale: nel 2000 la media delle ferie lunghe era di 16 giorni; nel 2002 è pari a 13 giorni. Si confermano gli italiani residenti nel Nordovest (63,5%) i maggiori consumatori di viaggi, seguiti da quelli del Nordest (57,6%). È da notare che le economie maggiormente legate a questo settore appaiono quelle delle regioni del Nordest (5,0%) e del Centro (3,8%), mentre il Mezzogiorno e le isole, terre considerate vocate allo sviluppo del settore, traggono da esso solo il 3,1% del proprio valore aggiunto.