Vacanze, la stagione chiuderà in rosso

01/09/2003



    Domenica 31 Agosto 2003

    Turismo
    Vacanze, la stagione chiuderà in rosso

    I conti dell’estate – Primi bilanci: nella maggior parte dei settori e delle località diminuiscono le presenze di italiani e stranieri


    MILANO – I primi bilanci del settore turistico indicano che quella del 2003, appare come un’estate con molti aspetti da dimenticare, dopo un 2002 già difficile (-1,2% delle presenze secondo Enit). I primi dati Uic sottolineano che da gennaio a giugno gli stranieri in Italia hanno speso circa 800 milioni di euro in meno rispetto al 2002. Una prima ricognizione effettuata da Fipe-Confcommercio indica che quest’estate le presenze nei luoghi di villeggiatura hanno subito un calo del 2,4% rispetto al 2002, con una flessione del 2,8% per gli italiani e dell’1,7% per gli stranieri. L’estate 2003, per Fipe-Confcommercio, si sta chiudendo con una flessione delle presenze turistiche pari, in valore assoluto, a più di 12 milioni di unità, di cui 7,8 milioni italiane e 4,4 milioni straniere; si profila una perdita di consumi stimati in 865 milioni di euro. Assoturismo-Confesercenti ha previsto per quest’estate (giugno-luglio-agosto) un flusso turistico pari a 30,1 milioni di arrivi pari a 176,6 milioni di presenze; per luglio e agosto si stima una flessione cumulata degli arrivi pari all’1,2% almeno. Trademark Italia ricorda che i viaggi all’estero cedono oltre il 10-15%; crescono solo le crociere (+10%). «L’estate 2003 – afferma Gaetano Orrico, presidente di Assoturismo-Confesercenti – è stata una stagione assolutamente insoddisfacente. Giugno ha sostanzialmente tenuto mentre a luglio si è registrato un calo generalizzato di tutti i segmenti turistici compreso le destinazioni marine tradizionalmente trainanti durante l’estate». In agosto – rileva Assoturismo – segnali migliori solo sul fronte balneare.
    Comunque una cosa è chiara, quest’anno gli italiani e anche tanti stranieri hanno tirato la cinghia. «Il 51% degli italiani – spiega Bernabò Bocca, presidente della Confturismo – non ha fatto alcun pernottamento fuori casa per vacanza mentre chi ha usufruito di un periodo di ferie ha ridotto di almeno il 10% sia la durata del soggiorno che la spesa media. È evidente una minore capacità di spesa degli italiani: crescono le vacanze brevi e quelle a minore costo. Forte è stata la concentrazione di turisti nelle due settimane a cavallo di Ferragosto: speriamo ora che a settembre la lancetta possa a spostarsi sul segno positivo». E le prime stime indicano che saranno almeno 7 milioni gli italiani in partenza per le vacanze fuori stagione, e se il bel tempo continua, ci potrebbe essere un incremento complessivo di presenze nelle località di vacanza: molto elevato il pendolarismo, il vero fenomeno emergente di quest’estate: almeno 5 milioni di persone, solo in settembre. Barbara Maria Casillo, direttrice dell’Unione degli alberghi italiani (Unai), conferma che l’estate «è stata sottotono, seria la crisi nelle città d’arte». Per Alberto Corti, direttore di Astoi (l’associazione dei tour operator) c’è stato un -15% di arrivi stranieri rispetto al 2002, tramite i viaggi organizzati. «Quella che sta per chiudersi sarà archiviata come un’altra stagione grigia» dice Antonio Tozzi, presidente Fiavet (agenti di viaggio). Crescono infine le lamentele: le vacanze sono sempre più care – rivela l’Intesa consumatori – quest’anno i costi sono lievitati del 12% almeno. Secondo l’indagine una famiglia di quattro persone che usa l’automobile per una vacanza di 7 giorni spende circa 1.953 euro (2.732 euro compresi gli extra). Nel mirino dei consumatori i listini di pizzerie (+35%), ristoranti (+30%) e alberghi (+20%), mentre per andare in spiaggia si è speso – rileva l’indagine – fino al 20% in più.
    V.CH.