Vacanze italiane per Pasqua

11/04/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
086, pag. 14 del 11/4/2003
di Andrea G. Lovelock


Indagine di Federalberghi-Cirm. Ma nei primi tre mesi del 2003 crollo del 25% degli stranieri.

Vacanze italiane per Pasqua

L’85% dei 7,3 milioni di vacanzieri ha scelto mete nazionali

Le sorti del turismo nazionale, a breve, rimangono incerte e ancor di più lo sono quelle del settore alberghiero, nonostante la crisi irachena stia volgendo al termine. Queste incertezze sono state confermate ieri dal presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, nel presentare il rapporto previsionale sul prossimo periodo di vacanze Pasqua (25 aprile-1° maggio). Il rapporto è stato realizzato, in collaborazione con Cirm, con quasi 2.500 interviste dal 31 marzo al 3 aprile e con un sondaggio svolto dall’1 all’8 aprile su un campione di alberghi italiani.

´Un mese fa, prima dello scoppio del conflitto, avevamo chiesto agli italiani l’orientamento per viaggi e vacanze nel periodo pasquale e successivo: 10 milioni di persone avevano affermato di voler comunque fare una vacanza; oggi, a distanza di un mese e con la tragedia della guerra in Iraq, la tendenza si è drasticamente ridimensionata. Non siamo però al temuto tracollo della domanda turistica’, ha precisato Bocca, ´perché comunque 7,3 milioni di italiani andranno in vacanza a Pasqua. L’85% ha scelto l’Italia, che quindi rafforzerà la sua leadership nelle preferenze turistiche di Pasqua, mentre solo il 13% andrà all’estero. Per chi soggiornerà nel nostro paese, il mare è scelto dal 41% dei vacanzieri mentre il 29% si dirigerà verso la montagna; le città d’arte sono ferme al 14%’.

Se i flussi pasquali sono stabili rispetto al 2002, quando si mossero 7 milioni di italiani, i ponti del 25 aprile e dell’1 maggio registrano flessioni marcate: rispettivamente del 13 e del 9%.

´Altro segnale evidente del clima di incertezza scaturito dall’effetto guerra in Iraq e dall’emergenza sanitaria in Oriente con la Sars’, ha continuato Bocca, ´è la scelta di mete ravvicinate da parte degli esterofili, che punteranno soprattutto sulle capitali europee’.

Il giro d’affari previsto dal monitoraggio di Federalberghi e da Cirm si attesta intorno ai 4,7 miliardi di euro, +2% rispetto alla spesa dello scorso anno, di 2,7 mld per il 25 aprile (stabile) e di 1,5 mld per l’1 maggio (1,4 mld).

Buone notizie anche per le strutture alberghiere italiane che, secondo i dati previsionali, saranno scelte a Pasqua dal 27% dei vacanzieri, rispetto alle soluzioni low-cost della seconda casa o degli appartamenti e residence. ´Questo significa’, ha commentato Bocca, ´voglia di rilassarsi in senso assoluto e ricevere un servizio e un’assistenza che soltanto un albergo è in grado di garantire all’ospite’.

I ricavi alberghieri nella stagione pasquale, comunque, non saranno eclatanti: la stragrande maggioranza degli albergatori intervistati li considera in stagnazione rispetto ad altri anni.

´Ma c’è un altro dato che vale la pena ricordare’, ha sottolineato il presidente Federalberghi-Confturismo, ´e riguarda il quadro occupazionale, con un calo di circa 17 mila addetti, pari a una flessione del 10% nelle assunzioni, che mostra il grado di sofferenza denunciato dall’imprenditoria alberghiera. Urge a questo punto un tavolo di monitoraggio, con interventi di sostegno alle imprese e una serie di pianificazioni relative a politiche di incentivazione su nuovi mercati, se è vero, come è vero, che quello americano e giapponese sono fortemente depressi. Sostanzialmente’, ha concluso Bocca, ´negli ultimi quattro mesi c’è stato un turismo a due velocità, con una clientela italiana che ha ben risposto sul prodotto-neve e vacanze pasquali e una componente estera che invece è praticamente crollata. A questo punto, auspichiamo una ripartenza, con l’unica incognita del rischio-attentati terroristici, che potrebbero seriamente compromettere la tenuta dell’intero anno’.