Vacanze invernali: senza neve niente boom

14/01/2002

Il Sole 24 ORE.com







    Vacanze invernali – Senza neve niente boom: disdette in Piemonte e Val d’Aosta mentre le Dolomiti «tengono»

    Sci, la grande delusione
    Milioni di euro per i cannoni: i bilanci degli impianti di risalita vanno in rosso
    Martino Cavalli
    MILANO – Non si deve chiamarla neve artificiale, perché i turisti si possono spaventare. Meglio neve "programmata". Ma la realtà è la stessa: la stagione invernale, che quest’anno doveva essere un vero boom, è stata clamorosamente tradita dalla mancanza di neve naturale. Con due risultati: il primo è che ci sono state disdette, in qualche caso anche numerose; il secondo è che, poiché i colpi dei cannoni da innevamento costano cari, i bilanci degli impianti di risalita scricchiolano. Se la mancanza di neve accomuna tutto l’arco alpino, la risposta però è stata molto diversa da regione a regione. In Trentino e in Alto Adige, gli operatori hanno gestito le difficoltà con grande sicurezza. L’Apt di Bolzano annuncia un tutto esaurito nelle vacanze di Natale (ma questo è normale), anche se c’è qualche timore per le settimane bianche. L’attività sciistica non è affatto compromessa – il 90% delle piste è bianco di "neve programmata" – ma certo l’effetto psicologico di un paesaggio piuttosto desolante non è positivo. Anche il Trentino garantisce ampiamente la possibilità di sciare (sull’80% delle piste, secondo l’Apt) nonostante tre mesi senza una goccia di pioggia o un fiocco di neve, ma qualcuno comincia a preoccuparsi per quei 6-7 milioni di euro che sono già stati spesi per l’innevamento (un metro cubo di neve può costare da 1,5 a 5 euro, a seconda dei casi). «In anni normali l’innevamento programmato incide tra il 7 e il 10% sui bilanci delle società che gestiscono gli impianti di risalita – dicono all’Apt trentina – e quest’anno l’impatto sarà certo maggiore». «Avremo costi fino al 15% del fatturato – precisa Franz Peratoner, direttore di Dolomiti Superski, il mega-consorzio che raccoglie 143 società. – Per vedere se i conti tornano bisogna vedere come va la stagione: se ci sono i clienti, naturalmente si ripagano i costi e finora la stagione è andata abbastanza bene, ma qualcuno ha preferito non venire e ci sono disdette anche per gennaio-febbraio». Sul fronte occidentale, le cose vanno decisamente peggio. «Per quel che riguarda la Via Lattea – sottolinea Roberto Termini, direttore della Sestrière spa – la percentuale di piste innevate con i cannoni non supera il 20%, e i costi di innevamento, di solito pari al 10% del giro d’affari, quest’anno saranno quasi il doppio». Il vero problema, però, sta nel calo di vendite di ski-pass del 30% rispetto al 2000, anno che già non era stato particolarmente soddisfacente. Ai problemi dei piemontesi si aggiunge il fatto che gli impianti di innevamento sono spesso collegati agli acquedotti comunali che in queste settimane di siccità devono dare la priorità alle forniture domestiche. Un problema che non sussiste né in Trentino Alto Adige, dove i gestori sono allacciati ad altre fonti idriche, né in Val d’Aosta. Anche la Vallée, tuttavia, non è in una buona situazione, come sottolinea Giorgio Menel, vicepresidente dell’Associazione valdostana impianti a fune. In questa regione l’innevamento artificiale copre circa un quarto delle piste, ma la percentuale sale a oltre il 40% se si prendono in considerazione solo le stazioni importanti. Tuttavia soffrono molto – ammette Menel – zone come Gressoney e Valtournanche. «I nostri costi per l’innevamento quest’anno saranno molti alti, perché abbiamo dovuto utilizzare i cannoni anche di giorno, quando l’elettricità è molto più cara – dice ancora Menel. – Ma anche sul fronte dei ricavi la situazione non è affatto allegra perché abbiamo "perso" Sant’Ambrogio e siamo andati a regime lentamente, con il risultato che dicembre ha chiuso con un calo degli incassi del 40%, i paesi erano pieni ma pochi sono andati a sciare». Adesso si aspetta con ansia il responso delle settimane bianche, ma il grande ottimismo dei mesi scorsi non c’è più.
    Domenica 13 Gennaio 2002