Vacanze a rischio: il Sud resta senza corrente

08/02/2005

    martedì 8 febbraio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 20

    VACANZE A RISCHIO
    E il Sud resta senza corrente

    MILANO • Per il business delle vacanze nel Mezzogiorno è scattato l’allarme energia in vista dell’estate, Gli operatori del Sud, l’area meno sviluppata del Paese dal punto di vista turistico, devono confrontarsi in molte zone anche con un massiccio deficit di energia e di infrastrutture che trasportano l’elettricità. Un vincolo davvero pesante, che si traduce in black-out facili e in costi energetici alti.

    Una palla al piede di uno sviluppo invocato ma in realtà difficile.
    «Per poli turistici del calibro della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana l’energia elettrica è una fonte costante di preoccupazione e di pesanti disservizi — spiega Alessandro Cugini, responsabile dell’area economia territoriale dell’Unione industriali di Napoli —. Ogni estate disservizi e black out si susseguono. Difficile pensare a un rilancio dell’industria turistica — aggiunge — senza affrontare questo problema di fondo».


    Gli imprenditori e il Gestore di rete (Grtn) sono mobilitati in vista dell’estate, a causa dei tanti nodi critici che contraddistinguono la rete di distribuzione dell’elettricità. Ieri a Benevento il primo di una serie di incontri per affrontare l’emergenza.


    «C’è un marcato divario tra Nord e Sud — sottolinea Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo-Confindustria — occorre che gli interventi sulle infrastrutture energetiche vengano realizzati al più presto affinchè possano esserci le condizioni per lo sviluppo delle attività». «Un po’ tutto il Sud ha dei problemi — commenta Stefano Corti, dirigente del Grtn —. In particolare in Campania c’è un deficit della rete elettrica dell’80% che va colmato rapidamente. È necessario, vista la crescita della domanda di elettricità, intervenire al più presto sulle infrastrutture che trasportano l’energia, sulle centrali e sulle cabine primarie».


    Lo sviluppo delle seconde case, che contano ormai decine di migliaia di condizionatori, ad esempio, e la modernizzazione a tappeto delle strutture alberghiere, sta comportando, in periodi critici come nei mesi estivi, un massiccio innalzamento della domanda di energia fortemente localizzato.


    «Ci sono situazioni gravi e paradossali — sottolinea Cugini —. Per quanto riguarda la costa campana, ad esempio, basterebbe realizzare una cabina primaria nella zona vesuviana. Si tratta di un intervento che non comporta una spesa eccessiva ma consentirebbe di affrontare i nodi dell’energia elettrica in un’area chiave per il settore turistico. Situazioni simili si riscontrano in Puglia e in Calabria».


    Il confronto sulla cabina primaria dell’area partenopea è in realtà aperto da diversi anni, così come per le linee che, facendo perno su Benevento, dovrebbero aumentare in misura marcata il trasferimento di energia con Foggia, da un lato, e la provincia di Salerno, dall’altro. Gli altri nodi critici individuati dal Grtn al Sud riguardano anche Basilicata, Sicilia e Calabria. «E con la spesa di un centinaio di milioni — conclude Conti — si potrebbero affrontare le situazioni più critiche e urgenti».