Vacanza di lavoro con il voucher

31/05/2010

Dal turismo all’agricoltura. Dal commercio all’organizzazione di eventi. Per gli studenti che vogliono trascorrere ‘estate lavorando si apre da domani la possibilità di ricevere i voucher come modalità di pagamento. I giovani rientrano infatti nelle categorie che possono svolgere prestazioni occasionali, insieme a pensionati, casalinghe, cassintegrati, disoccupati e lavoratori part-time.
A differenza degli altri, però, i ragazzi di età compresa tra i 16 e i 25 anni regolarmente iscritti a un ciclo di studi di qualsiasi ordine e grado possono lavorare solo nei weekend e durante i periodi di vacanze. Il pii lungo dei quali si apre domani, i giugno, per concludersi il 30 settembre. Uno strumento, quello dei voucher, che finora è stato utilizzato
per il pagamento di circa 20mila giovani, quasi un quarto degli oltre 80mila beneficiari totali a quanto risulta dalle statistiche dell’Inps. In tutto i voucher venduti dall’agosto 2008 fino a inizio maggio sono stati 14 milioni in tagli da 10 euro, 400mila da 20 euro e 600mila da 50 euro: non ancora tutti assegnati ai lavoratori, visto che alle Poste ne hanno rimborsati circa 1,5 milioni.
Il valore stampato sul voucher comprende i contribuiti Inps e la copertura assicurativa. Per effetto delle trattenute il lavoratore percepisce il 75% del valore stampato sul buono: 7,5 euro nel caso di buoni da dieci euro.
La legge non specifica la mole di lavoro cui si riferisce il voucher. “La durata dell’attività è imprecisata – conferma Claudio Treves, responsabile del dipartimento politiche del lavoro per la Cgil “per questo è indispensabile stabilire prima le condizioni di lavoro con il committente».
L’agricoltura ha fatto finora la parte del leone tra i settori di destinazione dei lavoratori pagati con il buono: il46% dei voucher sono stati “spesi” tra campi e vigneti. «I voucher – sostiene Romano Magrini, responsabile delle politiche del lavoro di Coldiretti – ci hanno permesso di inserire lavoratori marginali, come i pensionati, le casalinghe e gli studenti: uno strumento valido per completare il mercato del lavoro che ha contribuito a fare emergere una parte di sommerso”. Il 14% dei buoni è stato emesso per lavoratori impiegati in manifestazioni sportive, culturali o lavori di emergenza o di solidarietà, il 9% nel commercio, l’8% nei servizi, il 4% per attività nel settore turistico e lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione. In misura minore per lavori domestici, consegna porta a porta e vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica.
La progressiva estensione dei voucher a tutti i settori non convince però i sindacati. «Il lavoro accessorio – sottolinea Treves – dovrebbe riguardare solo le attività non coperte da legge o contratto collettivo, altrimenti si rischia di ridurre le tutele per i lavoratori». Dello stesso avviso Fabrizio Scatà, segreta rio nazionale della Fai (Federazione agricola alimentare) della Cisl: «I voucher non possono destrutturare le tutele del lavoro ordinario: è necessario un loro utilizzo governato all’interno della bilateralità».