Usuranti e precari: si torna all’origine

28/11/2007
    mercoledì 28 novembre 2007

    Pagina 9 – Economia

      Dossier

      Cosa cambia con il disegno di legge sul welfare

        Usuranti e precari
        si torna all´origine
        Addio allo scalone

          Abolito lo staff leasing. Lavoro a chiamata solo per turismo e spettacolo

            ROBERTO MANIA

            ROMA – Lo scalone pensionistico di Maroni non entrerà in vigore. Resterà sulla carta: dal primo gennaio del 2008 si potrà andare in pensione di anzianità con 58 anni di età e 35 di versamenti contributivi, anziché con 60 e 35. L´età crescerà gradualmente fino a 61 anni nel 2013 e per andare in pensione di anzianità di giocherà anche sul meccanismo delle quote (età anagrafica più anni di contributi). Di certo l´abolizione dello scalone è stato il vero fattore trainante per l´approvazione del pacchetto welfare che oggi alla Camera sarà sottoposto al voto di fiducia e poi che passerà blindato al giudizio del Senato.

            Il disegno di legge, trasformato in un maxiemendamento, recepisce sostanzialmente l´accordo firmato dal governo con i sindacati e la Confindustria (si sono dissociate le organizzazioni dei commercianti e degli artigiani) il 23 luglio scorso. Poche le variazioni rispetto a quell´intesa. Le modifiche apportate dalla Commissione Lavoro di Montecitorio sono state accolte in maniera molto limitata. E sui due punti, lavori usuranti e contratti a termine, sui quali si è sviluppato il braccio di ferro tra Dini e la sinistra radicale, si è tornati alla versione originaria del disegno di legge. Per i lavoratori impegnati in attività usuranti resteranno in vigore norme pensionistiche più favorevoli. La platea dei lavoratori sarà individuata dal governo entro tre mesi dall´entrata in vigore della riforma tra coloro che svolgono i turni di notte (è rimasto il vincolo delle 80 notti all´anno) e coloro che sono addetti alla catena. È saltato il tetto di cinquemila pensionamenti di anzianità all´anno, mentre è rimasto quello finanziario: 2,8 miliardi per il decennio 2008-2017.

            Riformati i contratti a tempo determinato. Potranno durare al massimo 36 mesi, dopo i quali scatterà il contratto a tempo indeterminato. Tuttavia sarà possibile una sola proroga, da firmare presso l´ufficio provinciale del lavoro con l´assistenza di uno dei sindacati maggiormente rappresentativi. Non c´è un limite temporale per la proroga (la Commissione aveva fissato otto mesi), ma lo fisseranno le parti (questa la mediazione del premier Prodi) con un avviso comune.

            Esce di scena lo staff leasing, contratto peraltro praticamente non applicato, mentre per il lavoro a chiamata (job on call) rimane la possibilità di adottarlo in alcuni settori produttivi: turismo e spettacolo.

            Circa 700 milioni dell´extragettito fiscale sono stati destinati alla riforma degli ammortizzatori sociali con l´incremento dell´indennità di disoccupazione e l´allungamento della durata.

            Un pacchetto di norme è destinato ai giovani: facilitazioni per l´accesso al credito; piena copertura previdenziale per i periodi di passaggio tra un contratto e un altro; riscatto della laurea meno oneroso.

            Previsto l´aumento dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori parasubordinati.

            Il governo è delegato ad approvare una razionalizzazione degli enti previdenziali (Inps, Inpdap, ecc.) con l´obiettivo di ottenere risparmi e ridurre gli sprechi: in un decennio si dovrebbero tagliare 3,5 milardi di spese.

            Per incentivare la contrattazione integrativa di secondo livello collegata a parametri di produttività sono stati introdotti sgravi sul costo del lavoro.