Usura: per artigiani e commercianti il fenomeno cresce

10/11/2003


      Lunedí 10 Novembre 2003

      ITALIA-POLITICA
      Usura e estorsione


      Ma per artigiani e commercianti il fenomeno cresce
      Favorito dalle difficoltà di accesso ai crediti ed economiche


      Usura ed estorsione continuano a colpire indiscriminatamente differenti settori produttivi e sono, secondo imprenditori, commercianti e artigiani, in espansione. «Il numero delle vittime che decidono di uscire allo scoperto con la denuncia resta assai modesto, quasi irrisorio rispetto all’entità e alla latitudine dei reati», afferma Sergio Billè, presidente di Confcommercio. «Si tratta di un fenomeno grave per due ragioni – spiega Billè -: anzitutto perché in molti casi sono le organizzazioni criminali a gestire, in prima persona, l’attività.
      E poiché operano con strutture sempre più "impermeabili", le operazioni di contrasto, sia a livello di polizia sia di magistratura, non raggiungono risultati efficaci. Il secondo è che per queste organizzazioni l’usura sta diventando un agevole strumento per penetrare nel tessuto economico del Paese e impossessarsi di strutture, cantieri, imprese, società finanziarie, che servono per creare nuovi canali di riciclaggio». «Nel 1992-93 – aggiunge Marco Venturi, presidente di Confesercenti – si registrò l’acme del fenomeno del prestito a usura, ma le difficoltà economiche delle piccole e medie imprese l’hanno di recente acuito, riproponendo un dramma che interessa molti commercianti e piccoli imprenditori». «Anche il racket – aggiunge Venturi – rialza la testa, ma si presenta con sembianze diverse. Nelle province di Siracusa, Lecce e Brindisi, ad esempio, dove pure si conseguirono in passato brillanti risultati contro il crimine organizzato, oggi il fenomeno si sta ripresentando, ma in maniera differente. Nel senso che il "pizzo" richiesto è generalmente di importo più contenuto, in modo da essere meglio sostenuto da un maggior numero di imprese. Inoltre, la criminalità non si limita a chiedere denaro, ma impone, soprattutto ai titolari di esercizi pubblici, la vendita di determinati beni forniti da ditte "consigliate"». Sono le difficoltà d’accesso al credito e quelle economiche che stanno concorrendo, secondo Luciano Petracchi, presidente di Confartigianato, alla diffusione dell’usura. Quanto agli strumenti varati dallo Stato per contrastare i prestiti capestro e l’estorsione, occorre fare di più. «Il Fondo di solidarietà, ma soprattutto quello di prevenzione, rappresentano – sottolinea Petracchi – armi utili per combattere il fenomeno. Basti pensare che i 125 confidi artigiani che gestiscono il Fondo di prevenzione hanno consentito a migliaia di imprese di rientrare nei circuiti legali di finanziamento». Per Petracchi e Venturi occorre rifinanziare il Fondo di prevenzione. Nella Finanziaria, invece, non sono previste risorse. Secondo Petracchi, infine, è necessario potenziare il ruolo di garanzia mutualistica svolto dai Confidi, «così come serve – aggiunge il presidente di Confartigianato – che le banche aiutino le piccole imprese, valutando la capacità reale dell’azienda».