Urso fa appello a Tremonti “Più interventi per il turismo”

28/04/2003
      25 APRILE 2003

       
       
      Pagina 11 – Cronaca
       
       
      L´ALLARME
      Il viceministro delle attività produttive: aiuti straordinari alle agenzie di viaggi

      E Urso fa appello a Tremonti "Più interventi per il turismo"
              L´effetto virus mette in pericolo pure 14 mila imprese cinesi presenti nel nostro Paese
              Un numero verde sarà a disposizione degli imprenditori per fronteggiare la crisi

              ROMA – L´Sos è già stato lanciato. L´onda lunga dell´epidemia Sars potrebbe colpire il turismo e il ministero delle Attività produttive si appresta a chiedere al ministro Tremonti interventi per agenzie di viaggio e in genere per tutto il settore turistico italiano. Ad annunciarlo è il viceministro alle Attività produttive Adolfo Urso. Oltre all´appello, Urso sottolinea comunque che non ci sono problemi per i flussi turistici che dalla Cina vengono in Italia: ammontano solo allo 0,2-0,3 per cento del totale degli ingressi in Italia e di conseguenza i contraccolpi di uno stop saranno in ogni caso molto limitati. L´Italia, al contrario, spiega ancora Urso, potrebbe avvantaggiarsi dal dirottamento di quei flussi turistici che dall´Europa erano previsti verso la Cina e in genere verso l´Estremo Oriente.
              La richiesta di interventi straordinari per il settore turismo rappresenta una delle mosse della strategia del ministero delle Attività produttive per fronteggiare i rischi degli effetti del virus sull´economia italiana. Altra mossa decisa: una task force, già messa in piedi e al lavoro, per monitorare conseguenze e capire dove intervenire. Dalla prossima settimana entrerà in funzione un numero verde al quale le imprese potranno rivolgersi. «Se il virus dilagherà le conseguenze saranno molto pesanti – ha avvisato Urso – e il settore più a rischio resta il meccanico-tessile».
              Qualche campanello d´allarme è già suonato. Un esempio su tutti. La Sars, potrebbe rallentare la crescita dei ricavi dell´Ima, l´azienda di Ozzano Emilia, leader mondiale nella produzione di macchine per il confezionamento di prodotti farmaceutici e del tè, controllata dalla famiglia Vacchi. I numeri non sono preoccupanti, ma nemmeno da sottovalutare. Sul mercato cinese l´azienda bolognese, quotata dal 1995, realizza il 4% del proprio fatturato (circa 14 milioni di euro) e sarà difficile mantenere questa percentuale. In Cina l´Ima ha 25 dipendenti. Un centinaio tecnici e montatori che dovevano andare nel paese asiatico e sono stati fermati. Molto più consistente il numero delle persone che dalla Cina dovevano venire in Europa o in Italia per ragioni d´affari che invece sono stati bloccati.
              Più forti le preoccupazioni per le imprese di cinesi in Italia: sono 13.398, delle quali 1992 a Milano e circa 3.000 diffuse in tutta la Lombardia. La Sars che colpisce le attività degli orientali potrebbe avere forti ripercussioni, tutte ancora da valutare con attenzione.