UPIM: MAGAZZINI IN SCIOPERO SABATO 17 DICEMBRE CONTRO LA DISDETTA UNILATERALE E PER UN NUOVO CONTRATTO INTEGRATIVO

14/12/2005

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
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14 dicembre 2005

UPIM: MAGAZZINI IN SCIOPERO SABATO 17 DICEMBRE CONTRO LA DISDETTA UNILATERALE E PER UN NUOVO CONTRATTO INTEGRATIVO

Sabato 17 dicembre i lavoratori dei magazzini Upim sono in sciopero per il contratto integrativo.

L’astensione dal lavoro era stata decisa dai delegati e dalle segreterie Filcams Fisascat Uiltucs a fine novembre, all’incontro di presentazione della piattaforma rivendicativa.

La direzione Upim, in quella circostanza, rigettò la richiesta sindacale di prorogare il contratto integrativo per il tempo necessario alla stipula del nuovo contratto.

Rinascente, nella stessa riunione, accettò la proroga del vecchio contratto e aprì le trattative sulla piattaforma presentata dai sindacati.

Upim e Rinascente, fino a quel momento aziende dello stesso gruppo, avevano disdettato unilateralmente e anticipatamente il contratto integrativo di gruppo in scadenza il 31 di dicembre. Tuttavia, mentre la nuova direzione di La Rinascente apriva un nuovo rapporto con i sindacati, la nuova direzione di Upim lo chiudeva, dichiarando che un nuovo contratto si sarebbe potuto fare solo con tagli su punti quali il salario e l’organizzazione del lavoro.

Contemporaneamente, la direzione Upim apriva una procedura di mobilità nella sede centrale di Milano, dichiarava esuberi nel deposito di Levante, anticipava l’intenzione di dare il via ad una ristrutturazione della rete di vendita, chiudendo una decina di negozi.

A questo proposito, i sindacati ricordano che «le vicissitudini della Upim negli ultimi 15 anni hanno dato luogo a numerose iniziative e intese con l’azienda, finalizzate a garantirne la sopravvivenza. Ciò avvenne – ricordano – nel 1992 e poi nel 1999 e nel dicembre 2000, accordi che hanno consentito una complessiva ristrutturazione protrattasi fino ai mesi passati».

«La nuova proprietà – dicono i sindacalisti – ha cancellato con un colpo di spugna relazioni sindacali positive e di lunga durata, che intende sostituire con imposizioni unilaterali»

«Si direbbe – aggiungono – che il nuovo amministratore non sappia che il sindacato non stipula i contratti "per rispondere con efficacia alle esigenze dei clienti", ma per rispondere alle esigenze dei lavoratori in una logica di scambio con le esigenze aziendali».

Il mancato dialogo ha aperto un conflitto che, dicono i sindacalisti, «avremmo voluto evitare e sarebbe stato possibile se, com’è accaduto con Rinascente, l’Upim avesse accolto la nostra richiesta di prorogare temporaneamente l’accordo in scadenza».

Oltre alla giornata di sciopero di sabato 17, le strutture territoriali hanno a disposizione altre 8 ore di sciopero.