UPIM, esito incontro 16/09/2010

Roma, 22 settembre 2010


TESTO UNITARIO

Si è svolto in data 16 settembre l’incontro da noi richiesto, per verificare lo stato della situazione a 8 mesi dalla acquisizione da parte di Coin dei punti vendita Upim.

L’Azienda a fine 2010 avrà investito 90 milioni di euro nella ristrutturazione della rete a fronte dei 40 milioni previsti dall’accordo di gennaio 2010 e ne investirà ulteriori 70 milioni nel 2011.

Ad oggi dei 134 negozi Upim ne sono stati trasformati in Coin 9, in Oviesse 49 ed entro la fine del 2010 n. 5 verranno trasformati in UPIM POP (già attuato a Conegliano, Milano P.zzale Corvetto e Buenos Aires, da attuare prossimamente a Roma Tuscolano e S.M.Maggiore); nel 2011 è prevista la riconversione di ulteriori 17 negozi di cui 4 a marchio Coin, 5 Oviesse e 8 in Upim Pop. Ad oggi inoltre, sono stati chiusi 4 punti vendita in località Orio al Serio, Firenze San Lorenzo, Campi Bisenzio e Verona Lupatoto (Perugia era già in chiusura in fase di acquisizione).

Al 15 settembre 2010 l’organico aziendale ha visto l’incremento di 1003 nuove persone di cui 500 nelle filiali riconvertite; attendiamo di avere il dato disaggregato per tipologia contrattuale che abbiamo richiesto, per essere più precisi.

Inoltre sono stati trasformati 446 part-time in full-time fino al 31.1.2011; a nostra precisa richiesta sul futuro di queste persone, l’azienda ha dichiarato che stante il buon andamento delle vendite, alla scadenza del termine si potrà provvedere alla trasformazione a full time per la stragrande maggioranza dei contratti. A Genova e a Milano sono state consolidate a tempo indeterminato 30 persone che lavoravano a contratto a termine.

Per quanto riguarda la Sede di Milano delle 190 persone in organico, 42 hanno accettato il trasferimento a Mestre, 7 sono stati occupati nella rete vendita e 13 operano nel territorio; 28 persone hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro, 22 sono state poste in mobilità, 66 sono in cassa integrazione e 12 stanno lavorando con la prospettiva di andare in cassa integrazione.

Sono state inoltre concluse n. 11 procedure di mobilità per un totale stimato di 100 persone nei seguenti territori: Bergamo, Cagliari, Catania, Bolzano, Firenze, Milano, Pisa, Roma, Taranto, Torino e Trento.

Il gruppo ha inoltre acquisito 56 punti vendita a marchio Magnolia (abbigliamento bambino) di cui la metà in affiliazione. La maggior parte di negozi sono insediati in 2Lombardia, con qualche presenza in Liguria ed in Piemonte. Quelli presenti nel sud del paese sono in affiliazione. Questi punti vendita che vanno da 50 mq. a 350 mq. verranno adibiti alla vendita della linea di abbigliamento bambino ora presente in Oviesse.

In Sicilia un loro affiliato ha chiuso il 31 luglio 2010 n. 9 negozi con circa 65 dipendenti. Ad oggi il gruppo ne riaprirà 6 dal 25 settembre 2010 con una sperimentazione di un anno. Per i restanti 3 il titolare della licenza non ha ancora dato disponibilità all’affitto.

La situazione finanziaria e gestionale dei punti vendita acquisiti a gennaio, si è notevolmente modificata. Il dato che ci è stato presentato vede l’obiettivo del pareggio già nel 2010 a fronte di una perdita che era di 50 milioni di euro nel 2009. Il gruppo Coin con l’acquisizione e la ristrutturazione dei punti vendita della rete Upim e con quelle sopra richiamate, punta nel 2013 a raddoppiare il fatturato conseguito nel 2005 che era di un miliardo di euro. Già nel 2010 la previsione di chiusura del fatturato si aggira tra 1,6 – 1,7 miliardi di euro. Il gruppo quindi continuerà ad investire con questo obiettivo, rafforzando la propria rete vendita ed eventualmente sviluppando nuove acquisizioni.

Successivamente alla lettura di questi dati che, sia in termini economici, che in termini occupazionali (salvo la chiusura totale della sede di Milano) vedono la rete Upim uscire da un periodo di totale incertezza occupazionale e di futuro, nell’incontro ci siamo concentrati nella parte di gestione del personale ed in particolare abbiamo richiamato l’Azienda al rispetto di quanto sottoscritto nell’accordo di gennaio sia nel testo che nello spirito collaborativo.

Rispetto ai problemi legati al confronto sindacale nei territori l’Azienda ha dichiarato che ci possono essere state forzature ma dettate solo dal poco tempo a disposizione per effettuare preventivamente tutti gli approfondimenti necessari vista l’urgenza di realizzare il piano di ristrutturazione.

Per quanto ci riguarda abbiamo dichiarato che tale problema deve essere sanato e l’obiettivo deve essere quello di recuperare lo spirito di armonizzazione richiamato nell’accordo e deve essere rispettato il confronto sia per quanto riguarda gli orari individuali dei part-time, che per quanto riguarda le domeniche oltre a tutte i problemi legati all’organizzazione del lavoro.

In particolare ai direttori dei negozi deve essere spiegato che non possono prescindere dal confronto con il sindacato e con le R.S.A. per trovare le soluzioni senza ricorrere a ordini di servizio e atti unilaterali.

L’Azienda ha preso questo impegno e nel trasmettere queste indicazioni ai Direttori dei negozi, ci ha chiesto di segnalare i casi nei quali tali confronti non si sviluppino con il giusto “clima”.

Da parte nostra vi invitiamo a segnalarci i problemi che emergeranno e a chiedere gli incontri sui calendari e sui presidi del lavoro domenicale nel rispetto di quanto previsto nell’accordo del 30 gennaio.


p. La Filcams Cgil
M. Grazia Gabrielli