Un’ovazione per Epifani

23/09/2002



22 settembre 2002

Un’ovazione per Epifani

Accolto dagli applausi alla festa dell’Unità: «Il problema non sono i girotondi, ma la politica»

«Quello è Epifani», grida qualcuno. Ed è subito ressa intorno al neo-segretario della Cgil. «In bocca al lupo», «coraggio», «difendi i nostri diritti» e… «auguri». Una vera e propria ovazione accoglie Guglielmo Epifani al suo arrivo tra gli stand della festa nazionale dell’
Unità a Modena. Prima di salire sul palco del Palaconad, dove il direttore del Tg3 Di Bella lo ha intervistato, Epifani incontra il segretario dei Ds Piero Fassino, che lo riceve con un abbraccio. Poi, accompagnati dai capigruppo parlamentari della Quercia Gavino Angius e Luciano Violante, i due avvicinano al palco. E, quando salgono, dalla platea si leva un lungo applauso dei militanti diessini per il segretario del partito e il leader sindacalista che si stringono la mano.

Al popolo diessino Epifani mostra subito con chiarezza che con la sua guida la rotta della Cgil resta quella fissata dall’ultimo congresso: «Se il presidente del consiglio ci chiederà di darci la mano, la Cgil dirà di no perché Berlusconi deve togliere l’attacco ai diritti, la politica fiscale, la politica per la scuola e sulla sanità», replica il leader del sindacato al presidente del consiglio che aveva chiesto alle opposizioni e al sindacato di dare una mano al governo per affrontare la crisi economica.

Alla festa dell’Unità Epifani ha in sostanza ripetuto il suo ragionamento di ieri mattina. Il governo «non solo non ha mantenuto nessuna delle sue promesse ma ha fatto tornare indietro il paese». E allo stato maggiore ds che ritiene sbagliato lo sciopero contro il patto dell’Italia, perché costringe Cisl e Uil a rimanere sulle loro posizioni, il segretario della Cgil fa notare che quel patto «sta al Mezzogiorno e allo sviluppo come Tremonti sta al risanamento dei conti pubblici. Sono esattamente incompatibili».

Non meno di Cofferati, Epifani sferza i Ds e la loro politica. «Non possiamo lamentarci se quello che germina nella società, lasciato a se stesso, a un certo punto si auto-organizza», dice dei girotondi. «Se tu che hai la responsabilità – prosegue – se tu partito politico, accanto alla tua linea di opposizione in parlamento, nelle istituzioni, non prepari anche un’iniziativa visibile nelle piazze, tra la gente, ci sarà sempre qualcuno che questo campo lo occupa». «Il problema non è dei girotondi, il problema è della politica e questo non vale solo per la politica», aggiunge Epifani, che rivendica l’attenzione del suo sindacato verso la società. «Se la Cgil non fosse stata in campo da un anno a questa parte, con una coerenza che è forte e visibile, per difendere i diritti, per denunciare i guasti che il governo produceva, per dire che queste politiche economiche non vanno… Se noi non avessimo fatto questo – conclude Epifani – altri l’avrebbero fatto al posto nostro».