Un’ombra sugli alberghi della Riviera

26/07/2010

RIMINI – "Chi sta arrivando a gestire le nostre strutture alberghiere?". E’ questo il preoccupato interrogativo che pone la Cgil-Filcams, che invita amministrazioni e istituzioni di Rimini ad aprire una discussione sul modello turistico romagnolo e sulle diverse falle che comincia a mostrare. L’episodio dell’albergo Maracaibo – i cui lavoratori hanno scioperato e manifestato per la mancata retribuzione – non pare un caso isolato, tutt’altro. Stando al sindacato sono diverse le strutture ricettive della riviera che non garantiscono lo stipendio ai loro dipendenti, che ancora non hanno ricevuto un curo dall’inizio della stagione . "Stiamo assistendo ad un fenomeno di lavoro irregolare che h a poco a che fare con la crisi economica degli ultimi mesi – spiega Mauro Rossi segretario Filcams Cgil Rimini, affiancato da Anna Battaglia e Isabella Pavolucci – Ci sono strutture alberghiere piene di clienti che però non trovano i soldi per pagare i loro dipendenti
. Si tratta di lavoratori perlopiù stranieri, che a questo punto della stagione non possono trovare un altro lavoro e che continuano a prestare servizio perché sperano alla fine di intascare quanto gli spetta . In un albergo di Riccione addirittura, ad un dipendente non solo non è stato corrisposto lo stipendio, ma gli è stato persino tolto l’alloggio . E così, negli ultimi giorni, è stato costretto ad andare a dormire in spiaggia . Si stanno superando i livelli di guardia . 11
sospetto che possa esserci di mezzo anche la malavita esiste". Una situazione che quasi fa "rimpiangere" il "tradizionale" lavoro nero . "Tutta la gestione della costa fino a poco tempo fa era a conduzione famigliare. C’era e c’è una sacca di irregolarità, ma si trattava spesso di accordi coi lavoratori . Oggi le cose sono cambiate : sono sbarcate delle catene di alberghi, in cui si lavora totalmente al di fuori della legalità. E i n certi casi si arriva persino alle minacce fisiche".
La Cgil è venuta a contatto con dodici alberghi che non pagherebbero i lavoratori . Si tratta di strutture a tre stelle, che danno lavoro ciascuno a 15130 dipendenti, tutti con un contratto stagionale che arriva fino alla fine di agosto. Al momento il sindacato ha i n ballo alcune trattative con le strutture in questione e si sta cercando di trovare una soluzione prima di passare alle vertenze . "E’ una situazione che rischia di penalizzare anche le attività oneste o oneste a metà, che rischiano di uscire dal mercato – sottolineano dal sindacato – Oltre al sindacato, ci sono associazioni ch e stanno affrontando in maniera autonoma il problema, raccogliendo segnalazioni come ‘Schiavi in riviera ‘, ‘Rumori sinistri’ e il Paz. Così però non basta. Per questo – aggiunge Rossi – chiediamo alle istituzioni della nostra costa d i aprire un tavolo di lavoro per capire chi sta arrivando sulla nostra costa, per capire il fenomeno e per soffermarsi sulla crisi di questo modello turistico . Abbiamo sentito che molti lavoratori no n hanno più intenzione di tornare a Rimini, ma anche l’immagine che si lascia ai turisti non è edificante All’imprenditoria riminese, poi, viene rivolto anche il rimprovero : di fronte alla crisi, si licenzia senza ricorrere agli ammortizzatori in deroga disponibili . "E’ una questione – concludono
- che non può essere lasciata in mano solo ai sindacati".