Uno sciopero di otto ore per unire le lotte»

09/03/2011

Con l’accordo separato nel commercio si chiude la fase dei "contratti migliorativi" dello schema uscito nel gennaio del 2009.
L’accordo di fatto apre una fase nuova delle vicende contrattuali. Dopo l’accordo del 2009 eravamo andati avanti con uno sforzo unitario riuscendo a produrre una cinquantina di accordi che in un modo o nell’altro erano il frutto di compromessi e di mediazioni. L’accordo del commercio demarca una fase nuova, una negativa discontinuità poiché sacrifica alle ragioni dell’unità quelle di un progetto che è chiaramente mirato all’isolamento della Cgil. II rifiuto nostro alla firma è l’effetto combina­to di un elemento voluto da Confcommercio e di uno voluto da Cisl e Uil. Brutto accordo perché introduce integralmente il Collegato lavo­ro, Ipca e deroghe al contratto nazionale.

Come peggiorerà le condizioni di lavoro?
C’è un secondo terreno di forte dissenso. Non accontentandosi, l’accordo modifica in peggio alcuni istituti, tipo la malattia, nel senso che viene peggiorato il trattamento normativo dei primi tre giorni (dopo il quinto evento non verrà pagata). Confcommercio ha preteso una campagna contro l’assenteismo. Senza contare l’attacco ai permessi individuali, tant’è che i nuovi assunti potranno godere degli stessi diritti dopo quattro anni. L’altro elemento grave è che di fatto viene definito un codice per la contrattazione di secondo livello. La materia di cui potrà occuparsi, invece, la contrattazione di secondo livello sarà quella delle deroghe al con­tratto nazionale. In pratica verrà ridotta la copertura del contratto nazionale. In un settore già flessibile di suo, dove prevalgono i contratti di lavoro a part time, a termine, riduzione e spezzettamento di orari, a fronte della necessità di portare avan­ti una battaglia per strutturare il lavo­ro si portano strumenti per dilatare ulteriormente l’accesso alla flessibili­tà. Tutto questo è giustificato dalla crisi dei consumi? Non credo. Abbiamo contestato questo teorema. Nei cinquanta settori in cui abbiamo fatto gli accordi non c’è un solo con­tratto in cui la soglia delle tutele è sta­ta arretrata perché c’è la crisi. Poi voglio dire che le deroghe interverranno anche sulle pari opportunità. Questo brutto contratto è anche contro le donne.

Ci sarà un confronto con i lavoratori?
Se ci sarà è perché la Filcams andrà a spiegare il testo nelle assemblee. Da questo punto di vista siamo nel più totale arbitrio delle parti. Chi fa questo accordo si sottrae anche dalla verifica dei lavoratori. Abbiamo fatto la proposta di fare la consulta­zione, ma niente. Bonanni e Angeletti ci devono spiegare perché a Pomigliano questa regola va bene mentre qui la democrazia non può essere applicata.

Come risponderete?
Marzo ed aprile faremo le assemblee, come dicevo, in tutti luoghi di lavoro per spiegare l’accordo. Combatte­remo una battaglia per riconquistare un contratto. Bisogna attrezzare una battaglia di medio e lungo periodo il
fronte più critico sarà quello della contrattazione di secondo livello. Infine dovremo collegare questa batta­glia con l’iniziativa della Filcams sui temi del settore, come il lavoro domenicale.

La vostra protesta cade in un momento particolare.
La vicenda del commercio, dopo la Fiom e la Funzione pubblica, rende urgente la definizione di regole che facciano funzionare le relazioni sindacali.

Il sei maggio farete uno sciopero di otto ore?
Intanto abbiamo già proclamato lo sciopero di categoria. Avendo la Cgil deciso lo sciopero noi lo porteremo a otto ore. Poi vedremo.

La vostra vicenda, come altre, parlano dell’importanza di una azione confederale.
E’ l’impegno che sta caratterizzando la (Filcams dentro la Cgil, che trova in Susanna Camusso un segretario molto attento. Lei iniziò la sua lista da Fazio a "Vieni via con me" citando le lavoratrici della nostra categoria. Occorre che la Cgil metta in campo quella confederalità in cui non esistono precari di "serie A" e di "serie B". La nostra battaglia è per affermare il concetto di "precari di tutto il mondo unitevi". Non è rappresentando mondi contrapposti che possiamo affrontare questa battaglia durissima che nei prossimi giorni do­vrà difendere anche l’articolo 18. Mettere da parte tutte le nostre questioni intestine e mettere al centro la confederalità, che faccia in modo che la vicenda Fiat riguardi gli addetti al commercio e le donne della grande distribuzione i metalmeccanici.