UNIVERSITÀ CA’ FOSCARI DI VENEZIA: IL CAMBIO APPALTO LASCIA A CASA I LAVORATORI DEL FRONT OFFICE

31/05/2010

31 maggio 2010

Università Ca’ Foscari di Venezia: il cambio appalto lascia a casa i lavoratori del Front Office

È ormai da dicembre 2009 che la Filcams Cgil di Venezia e la Uil Trasporti di Venezia combattono per i 43 lavoratori che non hanno più un’occupazione. Da anni infatti, erano impiegati presso le portinerie dell’Università Ca’ Foscari di Venezia come operatori Front Office, ma le nuove cooperative vincitrici dell’appalto, Consorzio Prodest e l’Ati Il Guerriero di Milano, non hanno dato seguito al precedente rapporto di lavoro.
Secondo il capitolato speciale d’appalto dell’Università Ca’ Foscari, l’impresa subentrante deve “garantire l’assunzione senza periodo di prova degli addetti esistenti in organico sull’appalto risultanti da documentazione probante”, applicando “nei confronti dei lavoratori condizioni normative e retributive non inferiori a quelle risultanti dal CCNL e dal Contratto Integrativo Territoriale della Provincia di Venezia”.
Clausole non rispettate dalle due società che ai lavoratori firmatari del contratto avrebbero voluto applicare il rapporto discontinuo; pur non svolgendo mansioni di lavoro che giustificassero tale forma contrattuale. ( l’art. 32 del CCNL Multiservizi prevede il ricorso alla discontinuità solo per cinque precise figure professionali nelle quali non rientra la figura professionale dell’operatore di Front-Office).
Nonostante due ordinanze favorevoli del Tribunale del lavoro di Venezia, che dispongono l’obbligo per le due società di reintegrare i lavoratori con le stesse condizioni, ed al rettore dell’università a rescindere il contratto qualora non venga rispettata la decisione, la situazione è ancora in stallo, i lavoratori sono ancora a casa.