“Unipol” Scambio di accuse tra Consorte ed Epifani

23/05/2006
    marted� 23 maggio 2006

    Pagina 13 – Primo Piano

      Scambio di accuse
      tra Consorte ed Epifani
      sulla scalata Unipol

      Sergio Rizzo

        ROMA – Sembrava chiusa. Tanto pi� dopo che Guglielmo Epifani e Pierluigi Stefanini, tre giorni fa a Bologna, avevano fatto pubblicamente la pace. Anche per questo, quando ha letto le nuove dichiarazioni del suo predecessore Giovanni Consorte, secondo il quale Epifani non sarebbe stato contrario alla scalata alla Bnl, il nuovo presidente dell’Unipol era di umore nero. Stesso colore di una giornata che il segretario della Cgil ha concluso con questa battuta: �Spero che finisca presto questa storia, un polverone del tutto inammissibile e ridicolo. Una gigantesca contraffazione della realt� per scopi di cui non si capisce il senso�. La scorsa estate dal sindacato di Epifani arrivarono soltanto violente bordate. Rammenta Nicoletta Rocchi, ex responsabile per le banche del sindacato di Epifani: �Dissi immediatamente che la scalata dell’Unipol alla Bnl non si doveva fare, anche perch� avevo notato la compagnia di giro�. E questo mentre Cisl e Uil appoggiavano la scalata, con l’unico distinguo dell’ex segretario della Cisl, Savino Pezzotta. �Non mi sembrava conforme allo spirito della cooperazione�, ricorda oggi.

        Perch� allora, a distanza di mesi, Consorte sostiene di aver avuto in due incontri diversi l’impressione che Epifani, il quale aveva fieramente avversato l’operazione, fosse in realt� favorevole? E perch� proprio tre giorni dopo la pace fra la Cgil e l’Unipol? Difficile non notare la coincidenza. Ma altrettanto difficile non considerare la situazione di Consorte, prima stimato come un grande manager della sinistra e ora coinvolto nelle inchieste giudiziarie: autore di una scalata che ha diviso il centrosinistra. Da una parte la Margherita, contraria, e dall’altra i Ds (e quasi tutte le cooperative) favorevoli. Mentre le inchieste avviate dalla magistratura fanno emergere, fra i veleni delle intercettazioni, nuovi e non trascurabili elementi. Come quello secondo cui Consorte avrebbe chiesto all’ex amministratore delegato della Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani, lo scalatore dell’Antonveneta, di intervenire per evitare il fallimento della Beta, l’immobiliare dei Ds. E chiss� che il bersaglio dell’ex presidente dell’Unipol non sia tanto Epifani, quanto Stefanini. Se non addirittura chi nella Quercia (partito ora al governo) lo aveva sostenuto con convinzione per poi prenderne le distanze. Certamente la determinazione con cui ha aperto il fronte Cgil non pu� essere derubricata a pura casualit�. E se ieri il sindacato ha replicato definendo �sconcertanti� le dichiarazioni dell’ex manager Unipol, e parlando di �un unico incontro di settembre� durante il quale Epifani avrebbe ribadito la propria contrariet� all’operazione, Consorte ha ri-replicato con nuovi particolari al vetriolo.

        �Confermo che nel mese di luglio ho chiamato personalmente il dott. Epifani al telefono (circostanza negata dallo stesso segretario della Cgil, ndr ) per illustrargli sinteticamente il progetto�, ha scritto Consorte. Chiamando in causa anche Graziano Trer� e Rocco Carannante, rispettivamente rappresentanti della Cisl e della Uil nel consiglio dell’Unipol, di cui i due sindacati sono azionisti. �Come anche la Cgil, che per� anni fa decise di uscire dal cda�, sottolinea Trer�. Consorte precisa che la Cisl e la Uil votarono a favore. Pezzotta allarga le braccia: �Per il nostro peso in consiglio di amministrazione non avevamo la forza di essere contrari�.

          Ma l’ex presidente dell’Unipol dice pure che fu anche �Carannante a parlare personalmente con Epifani per illustrargli il progetto�. And� proprio cos�? �� vero�, conferma il rappresentante della Uil. Che aggiunge: �Guglielmo mi fece capire che quell’operazione non lo convinceva, anche se non me lo disse esplicitamente. Ma chi davvero nella Cgil si opponeva alla scalata con tutte le forze era il sindacato dei bancari. Nicoletta Rocchi�.

          Se magari Consorte abbia interpretato quella �debole� (come la definisce Carannante) reazione di Epifani in senso contrario al suo reale significato, non � dato sapere. Ma che Nicoletta Rocchi, considerata vicina a Piero Fassino, avesse dichiarato guerra alla scalata, � storia. Si narra pure di una sua violenta sfuriata quando i Ds, e il suo segretario, si schierarono senza riserve con Consorte. E oggi descrive cos� il clima irreale di quelle settimane: �Cercarono di farmi il vuoto intorno, da Consorte arrivavano pressioni sui dirigenti del sindacato perch� non sostenessero la mia linea. Una mattina mi telefon� il responsabile organizzativo, Mauro Guzzonato, il quale evidentemente aveva ricevuto una telefonata dall’Unipol, per chiedermi chiarimenti sulla mia posizione, che alla compagnia consideravano "poco comprensibile". Ma poi, quando Epifani � uscito definitivamente allo scoperto, tutto � finito�. Il 19 luglio il segretario della Cgil sentenzia: �La Cgil non era e non � convinta che questa sia la soluzione migliore per Bnl�. Il giorno dopo, in una delle varie intercettazioni dei protagonisti della vicenda, riferita a �Sacchetti�, si parla di �bloccare Epifani�.