“Unipol” P.L.Stefanini: «È un attacco contro le cooperative»

20/12/2005
    martedì 20 dicembre 2005

    Pagina 17 – Economia

    L´INTERVISTA

      Stefanini, presidente della holding Holmo, difende Consorte: mai pensato di rinunciare a lui

        «È un attacco contro le cooperative
        ora ci dicano sì o no all´Opa su Bnl»

          I nostri manager hanno investito i loro risparmi alla Bpi, e allora? Se non ci sono reati, dov´è lo scandalo?

            LUCIANO NIGRO

              BOLOGNA – «Vuole sapere se abbiamo preso in considerazione l´ipotesi di sospendere o sostituire Consorte e Sacchetti? Mai. Abbiamo piena fiducia in loro. E risponderemo punto su punto all´attacco verso il mondo cooperativo». E´ da poco terminato il Cda di Holmo, holding delle 46 coop che controllano Unipol, sui famosi conti incriminati presso la Bpi di Fiorani. Pier Luigi Stefanini l´ha presieduta con accanto i due indagati dalla magistratura romana. «Ivano Sacchetti ha saputo di essere indagato dalle agenzie – racconta – non dalla magistratura». Stefanini è nel suo ufficio a Coop Adriatica che nella scalata Bnl ha investito 187 milioni di euro, mentre arriva la notizia delle dimissioni di Fazio.

              Tra di voi c´è chi invoca «iniziative forti per separare le Coop dalla scalata Bnl». Ne avete parlato?

              «Abbiamo discusso con preoccupazione dell´ostilità verso il nostro movimento. Perché le coop non possono puntare su Bnl se hanno le risorse e rispettano le regole? Molti pensavano che non osassimo toccare una banca».

              E dei conti alla Bpi?

              «Consorte e Sacchetti hanno investito i loro risparmi e li gestiscono come credono. Se non ci sono reati, dov´è lo scandalo?».

              La banca è di Fiorani.

                «Un anno fa nessuno avrebbe immaginato quello che è accaduto».

                L´arricchimento di vostri manager non potrebbe aver condizionato la scalata?

                «E perché? Non vedo collegamenti tra questa vicenda e l´Opa. Consorte e Sacchetti spiegheranno ogni passaggio. Si vedrà che le operazioni sono state fatte su primarie istituzioni internazionali, mentre era secondario il ruolo di Bpi».

                Quanto guadagnano?

                  «Un milione di euro, lordi, all´anno».

                  Mai pensato di fare senza di loro?

                  «No. Sono manager eccellenti. Ma non hanno deciso da soli. L´Opa ha coinvolto i Cda di 46 cooperative, duemila persone. Mai vista un´Opa più partecipata».

                  Anche a sinistra la scalata alimenta dubbi.

                    «Alcuni fatti non ci hanno aiutati. La scalata alla Rcs ha fatto immaginare un nostro coinvolgimento che non c´era. Poi il caso Antonveneta… ma anche qui non c´è alcun collegamento».

                    A difendervi restano solo i Ds accusati di collateralismo.

                      «Un tema vecchio come il cucco. E´ storia il rapporto delle coop con la sinistra, non solo in Italia. Ma quei legami non esistono più. Oltre che dai Ds è positivo che da uomini della Margherita siano venuti riconoscimenti al ruolo democratico e trasparente delle coop».

                      Un gran polverone di cui siete vittime, ci crede davvero?

                        «Quando la polvere si fermerà, resterà il merito: abbiamo o no rispettato le regole? L´operazione è corretta patrimonialmente? Porta benefici ai cittadini? Crea pluralismo e concorrenza? Vorremmo meno pregiudizi. E rivendichiamo il diritto a una risposta sull´Opa. Dopo cinque mesi è ragionevole, se lo aspetta il mercato. E se sarà un no, dovranno dirci il perché».

                        Le dimissioni di Fazio complicheranno la scalata?

                          «Bankitalia viveva un regime monocratico non più sostenibile. Dopo sei mesi di incertezze, è auspicabile uno scatto di novità».