Unipol nella bufera sul caso Consorte

12/01/2007
    venerdì 12 gennaio 2007

    Pagina 35 – FInanza & Mercati

      Inchieste - Una ventina di coop erano pronte a schierarsi con l’ex a.d.

        Unipol nella bufera
        sul caso Consorte

          In Intermedia
          una compagine
          «trasversale»
          alla cooperazione

            Vincenzo Chierchia

              MILANO

              La nuova bufera giudiziaria che ha investito mercoledì Giovanni Consorte – con il sequestro di 9,5 milioni di euro su indicazione della Procura di Roma nell’ambito dell’indagine sull’Opa Unipol-Bnl – ha avuto i primi 8immediati contraccolpi. A Via Stalingrado, a Bologna, i vertici dell’Unipol si sono riuniti d’urgenza per valutare quale strategia adottare nei confronti dell’ex amministratore delegato e dell’ex presidente Sacchetti, accusati dai pm romani di appropiazione indebita su vecchie transazioni immobiliari effettuate per conto dell’Unipol. Ma al tempo stesso, dietro le quinte di questo imprevisto nuovo fronte giudiziario per Consorte, si è scatenata una bufera nel complesso e articolato mondo dell’impresa cooperativa della finanza rossa. Un universo in ebollizione, ancora scosso dall’estate delle scalate, sempre più diviso tra chi si riconosce nel nuovo assetto di comando dell’Unipol post-Consorte e chi favorirebbe invece la ricerca di «nuove soluzioni», vendita compresa. Anche a costo di schierarsi con Consorte in Intermedia, la sua merchant bank della rivalsa, scenario che ha già reso nervosi i vertici di LegaCoop e della stessa Unipol.

              Che per ora possono però tirare un sospiro di sollievo. Il tentativo di Consorte di accelerare la nascita della sua nuova merchantbank è stato infatti bloccato dal blitz dei magistrati romani. Mercoledì il gip di Roma Guicla Mulliri – su ruchiesta dei pm capitolini Perla Lori, Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli – ha messo infatti sotto sequestro il 25% di Intermedia di pertinenza di Consorte attraverso la finanziaria Teti. Una mossa che ha costretto di fatto Consorte a rinviare l’aumento di capitale da 200 milioni di Intermedia, che avrebbe dovuto essere deliberato oggi a Roma da un’assemblea straordinaria della società. Nessuna riunione, neppure del cda, risulta per ora convocata. Attualmente il capitale sociale di Intermedia sottoscritto e versato è di 1,6 milioni (fonte Cerved). Consorte e gli altri soci attuali – la Operae di Vittorio Casale (25%) e la Four t.finance (50%) riconducibile a imprenditori veneti di area Confcooperative – erano pronti ad accogliere con il maxiaumento di capitale una ventina di nuovi soggetti con quote intorno al 5-6% in media per ciascun partner. Tra questi, soci importanti di Holmo e quindi della stessa Unipol: si dice con in mano una quota superiore al 20% della Compagnia. Il progetto avrebbe dovuto comunque essere trasversale al mondo cooperativo. Adesioni amichevoli sarebbero arrivate sia da realtà di ambito Legaccop che dal mondo della cooperazione bianca legata alle Confcooperative, accanto a società bancarie e finanziarie, anche estere. Per quanto riguarda il mondo cooperativo sembra che il settore più convinto ad aiutare Consorte sia quello delle costruzioni: del resto, fu proprio l’ex manager Unipol a guidare il salvataggio delle coop di produzione lavoro, scegliendone il management.

              Ma quali ambizioni può avere Consorte, dopo la pesante scottatura dell’affaire Unipol-Bnl? A una parte della finanza cooperativa, non piace il fatto che tra i suoi nuovi alleati vi siano realtà importanti di Holmo la finanziaria cooperativa che controlla Finsoe, cui fa capo il controllo di Unipol.

              E ciò ha gettato della benzina sul fuoco. ieri mattina c’è stata una riunione contraddistinta da toni tesi e preoccupati tra alcuni toip manager di Holmo. E riunioni di fuoco si sono tenute anche in Unipol. Nessun arrocco precostituito, ma all’interno delle aree che fanno capo a Legacoop e Confcooperative si è aperta una sorta di resa dei conti. Che non promette nulla di buono alla vigilia di importanti partite per la finanza rossa. Sul tavolo c’è infatti la complessa partita del riassetto dei rapporti tra Holmo, Finsoe, Montepaschi e Unipol. Una partita che si giocherà nei prossimi mesi e che porterà dichiaratamente a un riequilibrio di partecipazioni e alleanze strategiche.

              Al quartier generale di Unipol, nel frattempo, gli ultimi sviluppi delle inchieste giudiziarie sulle mosse di Consorte (e di Ivano Sachetti, suo ex vice in Unipol) sono seguite con estrema attenzione. Il 26 gennaio è in previsione un consiglio di amministrazione e probabilmente sarà l’occasione per fare il punto sull’intera vicenda, che potrebbe coinvolgere anche attuali amministratori. Finora una azione di responsabilità di Unipol nei confronti di Consorte e Sacchetti non è stata avviata, ma se «risulterà evidente un danno la compagnia sarà obbligata».

              L’avvocato di Consorte, Giovanni Dedola, fa sapere che i provvedimenti dei sequestri di mercoledì – «relativi a operazioni immobiliari tutte trasparenti e accompagnate da fior di perizie» – saranno impugnati. Ma le indagini della magistratura sulle cessioni immobiliari verso il gruppo Operae mettono oggi Unipol comunque un po’ sotto pressione: tutte le operazioni erano state approvate dai cda corredate da perizie indipendenti. Da Via Stalingrado si fa sapere che la fiducia nella magistratura è massima, così come la vigilanza su un possibile depauperamento del patrimonio aziendale da parte degli ex top manager.