“Unipol” Migliavacca: Consorte ha agito in autonomia

02/01/2006
    venerdì30 dicembre 2005

      Pagina 6 – Primo Piano

        Migliavacca: «Sono questioni che non ci riguardano, alla fine lo so vedrà»

          La Quercia: Consorte ha agito in autonomia
          È giusto il ricambio al vertice della compagnia

          intervista
          GUIDO RUOTOLO

            ROMA
            Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria dei Ds, anche Unipol finisce nell’inchiesta milanese: indagata per omesso controllo. Non è più un problema che coinvolge solo il suo presidente e il suo vice, Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti…

              «Distinguerei i diversi profili della vicenda. C’è quello penale, sul quale sta indagando la magistratura. E c’è un profilo che riguarda il comportamento di due manager cooperativi: è chiaro che la cooperazione, per la sua natura e caratteristiche ha una particolare responsabilità verso i soci ma anche verso il movimento a cui appartiene. Apprezziamo che la cooperazione abbia richiamato quel sistema di valori e, prendendo le distanze dai suoi amministratori finiti sotto inchiesta, stia maturando la decisione di ricambio del vertice. Infine, c’è il problema che ha sollevato il segretario Fassino nell’intervista a “La Stampa”: il rapporto tra socialità e mercato. La cooperazione ha per sua natura la proprietà diffusa e in quanto tale è più debole rispetto alle società nelle quali sono forti i riferimenti azionari».

                A proposito di poteri forti, il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, denuncia piani ademocratici e chiede all’opposizione di fare fronte comune ….

                  «Non credo ai complotti. C’è stato e c’è un uso politico strumentale della vicenda Unipol. Chiedono conto ai Ds di cose che non investono direttamente il partito ma soggetti economici autonomi e indipendenti».

                    Non la imbarazza quella intercettazione tra l’amministratore dei Ds, Sposetti, e Consorte nella quale Sposetti dice che Fassino non deve sapere nulla?

                      «Mi pare che Sposetti abbia chiarito che i suoi rapporti con Consorte sono antichi e personali, ed esulano dai loro incarichi professionali».

                        Che ruolo ha avuto l’Unipol di Consorte nel risanamento del bilancio dei Ds?

                          «Nessuno, ripeto nessuno. Non solo non abbiamo scheletri nell’armadio ma neppure ossicini: per quel che riguarda la trasparenza siamo molto esigenti verso noi stessi. A fronte di un indebitamento complessivo di 1.100 miliardi di vecchie lire nel 2001, il 2004 l’abbiamo chiuso con soltanto 320 miliardi di debiti. Siamo arrivati a questo risultato seguendo tre linee d’azione: un piano di ristrutturazione finanziario, di consolidamento attraverso l’accensione di mutui, le cui rate abbiamo onorato regolarmente. L’alienazione di immobili, gran parte del patrimonio storicamente accumulato, e infine attraverso l’autofinanziamento: le feste dell’Unità da 2.000 sono aumentate a 3.000».

                            Il giornale della Margherita, Europa, rinfaccia ai Ds di aver preso le distanze da Consorte soltanto dopo che la Lega delle Cooperative aveva rotto il ghiaccio. Insomma, dovete ringraziare Rutelli se la coalizione esiste ancora….

                              «Noi abbiamo difeso il diritto dell’Unipol a crescere, non abbiamo sposato i suoi amministratori. D’altra parte i loro comportamenti emersi attraverso le indiscrezioni stampa, assolutamente riprovevoli, risalgono a qualche tempo fa. Sottolineo che gli stessi, fino a qualche mese fa, erano riconosciuti da tutti come amministratori capaci, in grado di fare di Unipol una delle maggiori assicurazioni italiane».

                                I Ds temono ripercussioni elettorali negative da questa inchiesta giudiziaria?

                                  «Siamo fiduciosi che alla fine non troverà ascolto l’uso strumentale di chi cerca di chiamare in causa i Ds su questioni che non ci riguardano».