“Unipol” Levorato: Se dà le dimissioni valuteremo

02/01/2006
    mercoledì 28 dicembre 2005

      Pagina 3 – Primo Piano

      intervista

        Levorato: Se dà le dimissioni valuteremo
        Se no, prenderemo iniziative autonome

          «Il comunicato di Poletti è una presa di posizione piuttosto precisa». Claudio Levorato, presidente della cooperativa bolognese Manutencoop, è stato il primo socio di Holmo a uscire allo scoperto e ad esprimere dubbi sulla vicenda Consorte-Unipol-Bnl. Dunque non nega di essere «soddisfatto» per il comunicato con il quale la Lega delle cooperative ha preso le distanze dal numero uno di Unipol ed ha chiesto implicitamente a lui e al numero due Sacchetti di rassegnare le dimissioni dai vertici della compagnia assicurativa.

            Levorato, che è consigliere sia della controllante Holmo che di Unipol, non si aspetta che alla riunione di oggi Giovanni Consorte si presenti dimissionario. Se però non accadrà il consiglio di Holmo dovrà prendere «iniziative autonome per ripristinare il massimo di credibilità del mondo cooperativo». Iniziative fra le quali ci potrà essere «una revisione della politica delle alleanze» come quella con la Hopa di Chicco Gnutti e una guida «transitoria» di Unipol da parte del presidente di Holmo Pierluigi Stefanini.

              Levorato, nella riunione di domani (oggi per chi legge, ndr) si aspetta un passo indietro da parte di Consorte e Sacchetti?

                «Non saprei dirle se accadrà. La situazione è ancora in fieri».

                  Le dichiarazioni di Legacoop dovrebbero indurli a farlo? Poletti parla di comportamenti che, se comprovati dai fatti, sono da considerare «lontani dal comune sentire e dal sistema di valori di riferimento della cooperazione». E’ un atto di sfiducia delle coop?

                    «Legacoop non è nel consiglio di Holmo e non ha alcun potere formale per chiedere alcunché. Ma certamente esprime i sentimenti di tutte le cooperative associate».

                      Dunque che accadrà? Di cosa discuterà il consiglio?

                        «Se il presidente Consorte si presenterà con una lettera di dimissioni la valuteremo e discuteremo del futuro, se non lo farà dovremo comunque assumere iniziative autonome per ripristinare il massimo di credibilità del mondo cooperativo. Per me ciò che conta è la nostra reputazione e il futuro di Unipol».

                          Se Consorte si dimetterà la presidenza della compagnia andrà a Pierluigi Stefanini?

                            «Ne parleremo. Non so nemmeno cosa che pensi Stefanini dell’ipotesi. L’ultima volta ci siamo sentiti per gli auguri di Natale il giorno della vigilia. Ma è nell’ordine delle cose che il presidente della controllante possa guidare Unipol, magari per un periodo transitorio. Al momento mi sembra più difficile immaginare ipotesi diverse».

                              Che ne sarà dell’Opa? C’è la possibilità che salti?

                                «Ne dubito. Credo a questo punto sarebbe molto difficile fare marcia indietro. Ma d’ora in poi Holmo deve fissare degli orientamenti tali da consentire una guida certa a Unipol. Una volta ripristinato il buon nome del mondo cooperativo, bisognerà rivedere la strategia della società e dei suoi soci, di maggioranza e di minoranza. Non dimentichiamo che in questa faccenda ci sono in ballo 2,6 miliardi di euro».

                                  Stefanini potrebbe mantenere la guida fino alla chiusura dell’operazione?

                                    «E’ presto per dirlo, ne discuteremo. Tenga conto che i soci di Holmo sono 38».

                                      C’è chi fra di voi storce il naso per la presenza fra gli offerenti dell’Hopa di Chicco Gnutti. Che ne pensa?

                                        «La tutela degli obiettivi di Unipol si può esercitare anche attraverso un riesame di alcuni passi. Fra questi ci potrebbe essere anche quello che riguarda le alleanze».

                                          Lo dirà esplicitamente in Consiglio?

                                            «Qualunque cosa decideremo, andrà fatto in modo chiaro e trasparente. Per il bene della società dobbiamo uscire dalla situazione di isolamento nella quale ci troviamo in questo momento. Quella è l’esigenza prioritaria».

                                            [a.ba.]