“Unipol” La rivolta dei manager: alt alle Coop

03/01/2006
    lunedì 2 gennaio 2006

    Pagina 10 – Primo Piano

    SCALATE E INCHIESTE
    LA COMPAGNIA

    La rivolta dei manager Unipol: alt alle Coop

      «Non siamo una mutua ma una società quotata, pronti a dimetterci»

      Tira aria di burrasca all’ interno di Unipol. Mentre le cooperative discutono di governance e successione la compagnia rischia la deriva. Il gruppo dirigente orfano di Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti si è praticamente autosospeso in attesa delle decisioni che prenderà Holmo il 5 gennaio. Ma il clima in via Stalingrado non è dei migliori: se il dibattito sulla successione non produrrà soluzioni condivise, molti dei manager di punta potrebbero dimettersi. Le lettere di addio sarebbero già pronte. Ma se il malumore dei dirigenti dovesse arrivare alle estreme conseguenze non solo l’ Opa su Bnl sarebbe a rischio ma il fantasma di una scalata ostile alla stessa compagnia si farebbe concreto. A preoccupare i dirigenti non è tanto la decisione delle Coop di separare nettamente gestione e proprietà quanto il piano che sembra emergere dalla discussione all’ interno del movimento cooperativo. La volontà del mondo mutualistico di «riappropriarsi della compagnia» anche se a fini di pulizia etica, presta il fianco a strumentalizzazioni politiche e faide di potere che poco hanno a che fare con l’ autonomia gestionale di una spa. Non si tiene conto, mormorano i dirigenti, che Unipol non è una cooperativa ma una società quotata in Borsa, il quarto gruppo assicurativo italiano con 10 miliardi di premi e una serie di decisioni strategiche da prendere non tra un anno ma tra pochi giorni. C’ è da riscrivere il prospetto dell’ Opa su Bnl, per esempio. Poi bisogna trovare 100 milioni extra per finanziare l’ incremento del prezzo dell’ offerta, e ancora bisogna firmare entro febbraio le cosiddette cash confirmation, cioè i contratti con le banche per garantire la scalata. E ancora c’ è da decidere se liquidare o meno la partecipazione in Olimpia-Telecom che rappresenta metà del patrimonio di Hopa di cui Unipol è socia. Pierluigi Stefanini e Vanes Galanti, numeri uno e due della controllante, in questi giorni hanno incontrato i manager per rassicurarli e confermare loro la fiducia.

        Ma non li hanno convinti. Il gruppo dirigente di Unipol, storicamente molto integrato e compattato dalle sfide degli ultimi anni, auspica per la successione una soluzione definitiva, non ammette compromessi temporanei e fatica a tollerare l’ innesto di un leader esterno in un momento così delicato. La pedina più importante della squadra di comando è il direttore generale Carlo Cimbri. E’ lui, il manager 40enne che è stato per anni il numero due di Consorte, che al momento ha in mano le chiavi della finanza, i contatti con le banche italiane ed estere e con le autorità di vigilanza. E’ il candidato naturale alla guida operativa, all’ incarico di amministratore delegato, ma una parte dei cooperatori, quelli che chiedono di fare piazza pulita con il passato, non ne vuole sentir parlare.

          Ma se Cimbri dovesse gettare la spugna, altri sarebbero pronti a seguirlo. Il malumore serpeggia in tutti i livelli dell’ organigramma di Via Stalingrado, diviso tra finanza e assicurazioni. L’ alter ego di Cimbri, il direttore generale con delega per l’ area assicurativa Carmelo De Marco, una vita spesa a fianco di Ivano Sacchetti, potrebbe chiudere anzitempo una lunga carriera. Altri dirigenti-chiave preoccupati sono i due condirettori generali, Salvatore Petrillo, responsabile dell’ amministrazione e finanza, e Riccardo Laurora, capo della piattaforma informatica. E ancora i responsabili di area come Stefano Dall’ Aglio (finanza) e Federico Corradini (area tecnica). E in fibrillazione sono anche i manager delle principali controllate della galassia Unipol. Quelli di Unipol Banca, il direttore generale Nicola Orazzini e il suo vice Maurizio Castellina. E ancora l’ amministratore delegato di Unipol Merchant, Claudio Albertini, che tiene le redini delle operazioni di merchant banking e finanza corporate. E infine il trentenne Roberto Giay, segretario del consiglio di amministrazione e capo di un comparto fondamentale come l’ ufficio legale. Roberta Scagliarini il candidato Il presidente di Holmo, Pierluigi Stefanini, è candidato a sostituire Giovanni Consorte alla guida di Unipol. Giovedì 5 gennaio la holding che controlla attraverso Finsoe il gruppo assicurativo bolognese ha convocato un consiglio per affrontare il nodo della successione

            Scagliarini Roberta