“Unipol” Bankitalia congela l’Opa su Bnl

21/12/2005
    mercoledì 21 dicembre 2005

      Pagina 5 – Primo Piano

      IL RISIKO - L’OFFERTA TORNA ALL’ISVAP. LA PROCURA DI ROMA ACQUISISCE NUOVI DOCUMENTI SULLA SCALATA

        Bankitalia congela l’Opa su Bnl

          Francesco Spini

            MILANO
            Finisce nel freezer la scalata di Unipol a Bnl. La Banca d’Italia va coi piedi di piombo e decide di mantenere sospesi i termini della sua decisione, chiedendo un nuovo passaggio all’Isvap. Intanto la Procura di Roma tiene con il fiato sospeso il presidente della compagnia bolognese Giovanni Consorte e il suo vice Ivano Sacchetti, entrambi indagati: la Guardia di Finanza ieri ha acquisito presso gli uffici della Banca d’Italia tutti gli atti relativi all’istruttoria della scalata sulla banca oggi guidata da Luigi Abete.

              Intanto, cinque giorni fa, ma la cosa è stata resa nota soltanto ieri, la Banca d’Italia ha chiesto all’Isvap, authority che controlla le assicurazioni, «integrazioni e chiarimenti» al parere fornito il primo dicembre a via Nazionale. Che, a sua volta, quindi, conferma la sospensione dei termini del proprio iter decisionale, peraltro già bloccato in attesa di conoscere le decisioni della Consob – ormai imminente – in merito all’esistenza o meno di un patto «occulto» tra Unipol, Deutsche Bank e Banca Popolare dell’Emilia Romagna, con relativo aumento (si tratterebbe comunque di spiccioli) del prezzo d’Opa. Al quartier generale di Consorte «si esprime viva preoccupazione, nell’interesse dei propri soci, del mercato e della stessa Bnl, circa l’espletamento dell’iter autorizzativo», che ormai si rimpalla da 5 mesi. Un motivo in più, anche per parte di Bnl, di lamentarsi del sostanziale blocco delle attività straordinarie imposte dalla normativa per chi è sotto scalata. «Non è possibile – si lamenta Abete – che Bnl rimanga in una situazione di passivity rule permanente». O le autorità decidono subito dopo la pausa natalizia «o dovrò assolvere al mandato che mi è stato dato dal Cda e diventare parte attiva di questa situazione».

                Nelle more, gli unici a stringersi intorno a Unipol e a Consorte sono i soci delle coop. Il consiglio di amministrazione di Holmo, società che controlla Finsoe, a sua volta a capo della compagnia, ha ribadito «all’unanimità la propria determinazione nel perseguire il progetto strategico volto alla creazione di un gruppo assicurativo e bancario di primario interesse nazionale». Le coop sostengono che «Unipol e i propri soci hanno il diritto di perseguire obiettivi di crescita sui mercati assicurativo, bancario e dei servizi finanziari in genere», il tutto «nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti». Comunque, si va avanti, anche perché, dicono da Holmo, Unipol, contrariamente ai rilievi formulati da Bnl, ha «tutti i requisiti» per soddisfare anche la normativa sui conglomerati finanziari, in vigore dal primo gennaio.

                  Il segno tangibile che mostra come Consorte, nonostante tutto, non abbia ancora accantonato il sogno di innalzare i propri vessilli su via Veneto – dopo le trattative intavolate per prorogare al 31 gennaio gli accordi di finanziamento con il pool di banche, è la vendita di due quote, ciascuna del 9,99%, entrambe per un valore di 214,7 milioni di euro, della controllata Aurora Assicurazioni ad altrettante società di emanazione del movimento cooperativo nazionale: si tratta di Ariete e di Kora. Entrambe le operazioni rientrano nel programma di finanziamento dell’Opa su Bnl. Aurora resta comunque saldamente nelle mani di Unipol, che detiene il 66,66%. Possibili altre cessioni, che comunque non interesseranno più del 15% di Aurora. Tra gli acquirenti potrebbe esserci Finsoe, la holding che controlla Unipol. Pronto l’intervento di un’altra società di area coop, Scenario.