“Unipol” A Consorte piena fiducia dalle Coop

13/12/2005
    martedì 13 dicembre 2005

    Pagina 5 – Primo Piano

    SCALATA BNL – IL TITOLO DELL’ISTITUTO DI ABETE SALE A 2,7 EURO DOPO LA NOTIZIA DI UNA LETTERA DEL BBVA A BANKITALIA SUI BOLOGNESI

      A Consorte piena fiducia dalle Coop

        Esposto Unipol alla magistratura. Consob potrebbe alzare il prezzo dell’Opa

          Francesco Manacorda

            MILANO
            Il mondo delle cooperative fa quadrato attorno all’Unipol e alla sua operazione su Bnl. E la compagnia assicurativa bolognese passa al contrattacco sul fronte giudiziario, chiede alla Consob di far chiarezza sugli scambi fortissimi registrati ieri su Bnl, lamenta «un clima di incertezza circa accertamenti giudiziari che sarebbero in corso sui vertici di Unipol e di cui non si ha alcun riscontro» e annuncia un esposto alla magistratura contro chi «ha avviato una sistematica azione contro Unipol, i suoi azionisti e i suoi manager». Così, con due mosse dal contenuto tutto «politico», l’amministratore delegato e presidente di Unipol Giovanni Consorte cerca di arginare quella che vede come l’offensiva finale – con tanto di frattura all’interno dei ds – contro l’operazione che farebbe nascere un grande polo finanziario con il marchio delle coop.

              Ma c’è un altro fronte sul quale gli eventi si stanno muovendo rapidamente e che Consorte segue con attenzione spasmodica: quello dell’iter autorizzativo dell’Opa. Il dossier Unipol-Bnl, dopo la pronuncia dell’Isvap di due settimane fa, è adesso all’esame di Bankitalia. Prima arriverà il via libera di Antonio Fazio, tanto più sarà agevole far partire l’operazione. Dalle parti di via Stalingrado – la sede bolognese di Unipol dove anche ieri Consorte, l’altro amministratore delegato Ivano Sacchetti e uno stuolo di legali sono rimasti a consulto tutto il giorno – c’è chi scommette anche su una data, quella di domani. Ma scommesse di questo tipo sono rischiose: fino a qualche giorno fa Consorte si diceva convinto che il 9 dicembre sarebbe stata la data risolutiva per il via libera di Bankitalia. Così non è stato. E non si ha nemmeno alcuna conferma, al momento, di un possibile incontro tra Consorte e i vertici di Bankitalia che molte voci davano per possibile oggi. In via Nazionale, poi, è anche arrivata una lettera degli spagnoli del Bbva – sconfitti dai bolognesi nella lotta per il controllo della banca romana – che chiedono in sostanza di non autorizzare l’Opa Unipol, specie in base ai rischi di inadeguatezza finanziaria, al «no» espresso dal consiglio Bnl all’offerta Unipol che la caratterizza come Opa ostile e alle vicende giudiziarie che stanno coinvolgendo i vertici Unipol. L’effetto immediato della missiva – anticipata dal quotidiano la Repubblica – è stato quello di spingere il titolo Bnl, che ieri ha chiuso a 2,73 euro, in rialzo dell’1,41% e sopra i 2,70 dell’offerta Unipol, sull’onda delle attese per un eventuale rilancio spagnolo. Rilancio che però da Madrid si continua a smentire in modo categorico.

                Difficile, comunque, che le proteste degli spagnoli possano trovare ascolto negli uffici di Bankitalia. Il lavoro della Vigilanza continua senza essere influenzato dai pur molti eventi esterni – è la linea ufficiale – con l’unico obiettivo di accertare la solidità patrimoniale dell’offerente e la solidità della costruzione Unipol-Bnl che deriverebbe dall’operazione. Ma un altro capitolo che potrebbe essere importante per Consorte è quello della Consob. A settembre, quando al Commissione diede il primo via libera al prospetto d’Opa della Bnl il suo fu un «sì» condizionato, legato anche a una serie di ulteriori verifiche. Adesso all’esame della Commissione – che se arriverà il «sì» di Bankitalia dovrà comunque pronunciarsi su un’integrazione al prospetto – ci sarebbe proprio una circostanza già emersa in passato, ossia che anche la Deutsche Bank e la Bper, la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, due istituti con i quali Unipol ha intessuto la complessa trama di opzioni sulle azioni Bnl, possano in realtà essere considerate parte di un patto parasociale al pari degli altri soggetti legati alla compagnia bolognese. Che cosa accadrebbe in questo caso? Non certo che la Consob decida di «bocciare» l’Opa, come pure gradirebbe qualcuno. Sarebbe invece possibile che, in virtù di qualche transazione fatta da Deutsche Bank o da Bper a un prezzo superiore a quello d’Opa, anche il valore dell’offerta si debba adeguare verso l’alto. Di quanto? Per ora nessuno si sbottona su questo aspetto, ma siamo nell’ordine di qualche centesimo di euro. Se poi un eventuale ritocco di questa entità possa costituire o meno un problema per le finanze di Unipol già tirate all’estremo è un altro discorso.

                  La linea di difesa di Consorte, spiegata ieri da due comunicati che hanno seguito i consigli di Unipol e di Holmo – la finanziaria partecipata da 29 cooperative che controlla indirettamente la maggioranza relativa di Unipol – è chiara. Holmo, ossia il mondo delle coop, esprime all’unanimità «piena solidarietà e completa fiducia» nei confronti di Consorte e Sacchetti e riconferma «la piena condivisione del progetto strategico e industriale predisposto dal gruppo Unipol». Con il sostegno degli azionisti, la stessa Unipol «valuta con preoccupazione i danni derivando alla società, ai suoi azionisti e agli azionisti Bnl» dai «ritardi connessi ai processi autorizzativi» e spinge sul pedale dell’azione giudiziaria. L’esposto che il cda Unipol ha deciso di presentare alla magistratura chiede infatti di verificare se «sussistano ipotesi di reato quali ad esempio la manipolazione del mercato, l’aggiottaggio bancario e l’ostacolo all’esercizio delle funzioni» delle autorità di vigilanza.