Unionparchi sottoscrive Ccnl turismo

26/02/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
048, pag. 15 del 26/2/2004


SÌ del sindacato.

Unionparchi sottoscrive Ccnl turismo

Anche il personale utilizzato nei tanti parchi a tema in Italia avrà il contratto nazionale del comparto del turismo.

Unionparchi, l’associazione di categoria aderente a Federturismo/Confidustria, ha sottoscritto infatti il rinnovo contrattuale di Federturismo insieme ad Assotravel, Astoi, Ucina ed Unai, completando un processo di riconoscimento e di identità specifica sancito con le previsioni della legge 135/2001 di riordino del settore. La nuova legge quadro, infatti, aveva dichiarato la piena appartenenza dei parchi alla filiera dell’industria del turismo, dopo l’ibrida loro considerazione, anche associativa, nello spettacolo o nei pubblici esercizi che per mera derivazione caratterizzava i parchi ricreativi.

´La legittimazione contrattuale è il naturale completamento di tali processi di crescita imprenditoriale, riconosciuti dall’attuale ordinamento’, ha dichiarato Enrico Ghinato, presidente di Unionparchi. ´Occorre dare atto alle organizzazioni sindacali di aver condiviso tali nuovi ambiti di rappresentanza di impresa e dei lavoratori addetti al settore. Siamo a un momento di svolta per la nostra associazione, ´ha aggiunto Ghinato, ´grazie al quale Unionparchi insieme a Federturismo/Confindustria ha dato dignità e autonomia al comparto, che per la prima volta trova riconoscimento autonomo in un contratto collettivo nazionale di lavoro’.

Il rinnovato Ccnl di Federturismo prevede l’inserimento di una parte speciale specifica per i parchi ricreativi di Unionparchi, a conclusione di un lungo confronto per superare i vecchi e confusi assetti e dare alle circa 50 imprese di Unionparchi e ai loro 4.500 dipendenti una piena identità sindacale e contrattuale. Per Andrea Giannetti, vicepresidente di Federturismo/Confindustria con delega sindacale ´Si tratta di un importante risultato non solo per Unionparchi quale associazione di categoria leader, ma anche per la federazione, che da anni sostiene che i contratti di lavoro nazionali devono essere strumenti di relazioni industriali effettivamente corrispondenti a quanto rappresentato dalle parti contrattuali’.