Unilever vince nei supermarket

22/04/2003




              Domenica 20 Aprile 2003
              Grande Distribuzione


              Unilever vince nei supermarket

              Grande distribuzione – Analisi Iri-Infoscan: per la multinazionale un fatturato di 1,8 miliardi

              VINCENZO CHIERCHIA


              MILANO – Il gruppo Unilever guida la classifica 2002 delle realtà del largo consumo con il maggior volume di fatturato nella grande distribuzione. Barilla è l’azienda che ha conseguito il maggior incremento assoluto di giro d’affari. Granarolo invece ha messo a segno il più elevato incremento percentuale, tra le realtà di maggiori dimensioni. Questi alcuni dei risultati dell’indagine realizzata dalla società di ricerca Iri-Infoscan (e coordinata da Sabino Gravina) sulle dinamiche di vendita nella grande distribuzione nel corso dell’anno passato. I gruppi. La leadership nel business dei prodotti confezionati di largo consumo (grocery) spetta al colosso anglo-olandese Unilever che nel 2002 ha sviluppato nella grande distribuzione un giro d’affari di 1.793 milioni di euro, di cui 854 realizzati dalla Sagit (gelati e surgelati). La quota del gruppo Unilever sul fatturato globale grocery nella grande distribuzione è del 5,4 per cento. Al secondo posto si attesta la svizzera Nestlè con 1.666 milioni di euro di vendite e una quota del 5 per cento. In terza posizione Barilla con vendite per 1.403 milioni di euro e una quota del 4,2 per cento. In quarta posizione si attesta la multinazionale Usa Procter & gamble, con vendite per 1.235 milioni e una quota del 3,7 per cento. Quinta la Ferrero (774 milioni di vendite e una quota del 2,3%). Solo due quindi i gruppi interamente italiani nella top five. Quattro quelli nella top ten (si aggiungono Parmalat e Granarolo). Le vendite. L’indagine Iri-Infoscan ha poi messo in rilievo che la palma d’oro dell’incremento assoluto del fatturato nel corso del 2002, nel solo settore alimentare, spetta alla Barilla, che ha visto crescere le proprie vendite nella grande distribuzione di ben 103 milioni di euro. Al secondo posto, in questa classifica, si attesta la Kraft con un incremento di 57 milioni, praticamente la metà di quanto realizzato da Barilla. A seguire Ferrero (50 milioni), Sagit-Unilever (46 milioni) e Granarolo (45 milioni). Le classi di fatturato. Sempre nell’alimentare, a Granarolo spetta poi la pole position tra le aziende di maggiori dimensioni (oltre 250 milioni di euro di fatturato) per l’incremento di fatturato realizzato tra il 2001 e il 2002 nella grande distribuzione. Per Granarolo la crescita è stata del 14,1%, superiore al 12,1% di Danone e all’11,4% di Kraft. Tra le aziende medio-grandi (la categoria tra 150 e 250 milioni di fatturato) risulta in pole position Trinity con un +14,3% seguita a un’incollatura da Cameo (+14,2%). Per quanto riguarda le aziende medie (50-149 milioni) è invece Divella ad aggiudicarsi la prima posizione con una crescita del 35,4% seguita da Lactalis (+32,6%). Tra le piccole realtà (20-49 milioni) spicca l’Olearia De Santis (+38,2%) e poi a seguire Rovagnati (+35%) e Bonduelle (+26,3%). Pertanto due realtà pugliesi, entrambe della provincia di Bari, si aggiudicano la palma d’oro delle rispettive graduatorie. I settori. L’indagine ha infine tirato un po’ le somme sulla dinamica dei consumi alimentari nella grande distribuzione. Le vendite in volume sono cresciute dell’1,5 per cento. Il giro d’affari ha raggiunto quota 30.646 milioni di euro (+4%). Le vendite di prodotti per la cura della persona sono poi cresciute (in valore) del 3,3% a quota 4.804 milioni. I prodotti per la casa hanno fatto segnare una crescita del 3,4% a quota 4.165 milioni. Complessivamente la crescita delle vendite in volume dei prodotti grocery si è attestata su +2,5 per cento. Le aree e i canali. A Nord-Ovest i volumi hanno accusato una crescita zero nel comparto alimentare, mentre in valore c’è stato un incremento del 3,3 per cento. La grande distribuzione ha segnato un incremento in valore del 5,5% a fronte di una caduta del 4,4% per i negozi tradizionali. Nel Nord-Est è stata registrata una crescita media in valore del 4,6% per le vendite di alimentari a fronte di un +0,5% per i volumi. Per la grande distribuzione +6,5% e -3,8% per i negozi tradizionali. Nel Centro i volumi sono aumentati del 2% a fronte di un incremento del valore delle vendite pari al 4,3 per cento. Per la grande distribuzione l’incremento è stato del 6,9% mentre i piccoli negozi hanno accusato un tonfo del 6,4 per cento. Infine il Mezzogiorno, dove i volumi marciano bene: +3,7% a fronte di una crescita del 5,2% delle vendite in valore. Per la grande distribuzione +9,9% e -5,2% per il dettaglio tradizionale.