Unicredit, 3mila esuberi volontari e 2mila assunzioni. Salvi i precari

19/10/2010

Un accordo che lascia tutti soddisfatti. Un’intesa firmata all’alba di lunedì nella sede milanese di Unicredit dopo una maratona di cinque giorni e cinque notti datutte le organizzazioni dei lavoratori del credito, senza distinguo, e basata su 3mila uscite volontarie entro il 2013 (rispetto ai 4.700 esuberi proposti inizialmente dall’azienda, che verranno spalmati su 5 anni) e oltre 2mila assunzioni, tra precari da stabilizzare e nuovi assunti. Il segretario generale della Fisac-Cgil, Agostino Megale, parla di «risultato importante » perché «raggiunto unitariamente, a dimostrazione che la tenuta di tutto il sindacato su obiettivi chiari ottiene buoni risultati: l’intesa raggiunta in Unicreditpuò lanciare un messaggio forte a tutto il sindacato ». Ancora: «Questo accordo segna un’inversione di tendenza – continua Megale – La crisi non viene scaricata sulle nuove generazioni, con lavoro precario o deroghe al contratto nazionale, che non ci sono. L’Italia non è fatta solo di Pomigliano ». E il suo omologo della Fiba- Cisl, Giuseppe Gallo, mette in evidenza «il principio del patto generazionale tra lavoratori in uscita e opportunità occupazionali per i giovani». In questo senso va anche l’istituzione di una commissione per valutare le modalità di un Fondo di solidarietà tra generazioni, che affronti il welfare del futuro. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulle divisioni sindacali, dunque, quella di Unicredit è una prima risposta concreta che rileva la possibilità di condurre trattative e concludere accordi unitariamente, non lesivi dei diritti dei lavoratori. Anche Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, interviene per sottolineare «il valore dell’unità del movimento sindacale », che «ha consentito di raggiungere obiettivi di grande rilievo, in particolare per i giovani e per il superamento della precarietà, altrimenti impossibili». E sullo «spirito unitario » torna anche il segretario nazionale FabiMauro Morelli: «Tutte le organizzazioni sindacali – dice – senza divisioni ideologiche, hanno lavorato esclusivamente per il bene dei lavoratori che rappresentano». CHI VA E CHI VIENE Sarà possibile decidere per l’uscita volontaria incentivata fino al15 novembre, data fissata per una prima verifica della situazione. Nel caso non venisse raggiunto il numero complessivo di 3mila (i prepensionandi sono 600), si procederà all’uscita forzosa, a partire dai dipendenti che hanno 40 anni di contributi, ed entro il 2013. Gli incentivi sono variabili: il numero di mensilità va da 16 a 6, cui si può aggiungere una somma tra i mille e i 5mila euro. Dei 3mila lavoratori in uscita, la gran parte (2.338) sono dipendenti delle società coinvolte nel riassetto della Banca Unica: Unicredit Banca, Banca di Roma, Banco di Sicilia, Private Banking, Corporate Banking, Family Financing Bank, Bancassurance Management & Administration.