Unicoop Tirreno, proclamazione stato di agitazione 28/09/2017

Roma, 28 settembre 2017

Via pec/fax

                              Spett.le
                              UNICOOP TIRRENO S.c

                        c.a. Direttore Generale Dr. Piero Canova
                        Direttore Personale Dr. Ezio Cristetti

                              Strada Statale Aurelia km 237,000
                              Frazione Vignale Riotorto
                              57025 PIOMBINO (LI)

                        c.a. Presidente Stefano Bassi

                              Via Giuseppe Antonio Guattani, 9
                              00161 ROMA
                      e.p.c. Strutture territoriali
                          RSA/RSA
                          Lavoratrici e lavoratori

Le scriventi OO.SS. con la presente sono a dichiarare lo stato di agitazione in conseguenza di quanto emerso nell’incontro del 26 settembre 2017.
Le parti hanno sottoscritto responsabilmente un accordo difficile, poi approvato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori, al fine di supportare il piano di riorganizzazione volto a garantire l’autonomia e la stabilità dell’impresa cooperativa e la salvaguardia dei livelli occupazionali.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono la validità degli strumenti condivisi ma al contempo prendono atto di una confusione nella gestione dell’impresa che sta determinando preoccupazione sul buon esito della realizzazione del piano di “salvataggio”.
Assistiamo ad un continuo aggiornamento delle iniziative dell’impresa che non è più sostenibile, il piano prevedeva di agire su alcune leve: l’efficientamento della rete vendita attraverso la chiusura o la cessione di alcune unità produttive, la riduzione del costo del lavoro, l’utilizzo di ammortizzatori sociali, l’internalizzazione di alcune attività e la riorganizzazione della sede di Vignale.

Apprendiamo invece che le leve sono state implementate e che, in netta contraddizione col piano presentatoci, la cooperativa intende ridurre costi e perdite attraverso l’affidamento a terzi di alcune attività, nello specifico la terziarizzazione ulteriore della logistica e l’affidamento a terzi dei reparti pescheria di alcuni punti vendita. Iniziative unilaterali su cui le scriventi manifestato netta contrarietà e a cui si opporranno con tutti le azioni possibili.
Gli annunci di chiusure e cessioni vengono fatti rimbalzare attraverso tutti i canali (comprese le “voci di corridoio”) per poi essere continuamente rettificate e aggiornate, tutto questo, oltre a determinare un clima di incertezza e preoccupazione e ad alimentare dubbi sull’operato della cooperativa e sulla sua autorevolezza, rende impossibile per le scriventi governare i processi, sia in applicazione dell’accordo sia nel rapporto con le lavoratrici ed i lavoratori.

La situazione dei punti vendita campani appare il preannuncio di una tragedia a cui non abbiamo intenzione di assistere passivamente. Nei primi incontri la direzione di Unicoop Tirreno si era spesa dichiarando una prossima cessione dei punti vendita a Coop Alleanza 3.0, eventualità che pare accantonata o da escludere. Nelle assemblee dei soci è già stata annunciata la chiusura dei punti vendita, il che comporterebbe la restituzione dei locali e delle licenze alla proprietaria Unicoop Firenze. Nell’incontro del 26 settembre non è stato possibile avere alcuna informazione in merito se non la conferma che Unicoop Tirreno non intende proseguire la propria attività in Campania. Sul futuro occupazionale di più di 100 persone nessuno è in grado di fornire una risposta. Le scriventi promuoveranno immediatamente tutte le iniziative di mobilitazione volte a dar voce alla situazione di queste lavoratrici e lavoratori di cui il sistema cooperativo sembra essersi dimenticato.
Sia nella sede che nei punti vendita gli ammortizzatori sociali hanno avuto un’applicazione assolutamente marginale, purtroppo il motivo non è un ripensamento dell’impresa sulla quantità degli esuberi dichiarati ma appare come la conseguenza di una continua incertezza e approssimazione sul da farsi. La riorganizzazione delle funzioni di sede non è mai stata avviata veramente e registriamo una confusione gestionale nei punti vendita nei quali prendiamo atto si stia utilizzando una quantità enorme di ore aggiuntive attraverso interinali o peggio ancora con un utilizzo spropositato di flessibilità positiva fuori da qualsiasi intesa contrattuale e su cui preannunciamo che qualora la cooperativa perseverasse saremo costretti ad aprire un contenzioso per garantire il rispetto delle norme contrattuali e di legge.

Abbiamo appreso, raccogliendo informazioni frammentate, di un piano di investimenti di cui non c’era traccia nel piano industriale e che anzi era stato escluso in principio per mancanza di risorse. La leva degli investimenti è fondamentale, non c’è l’intenzione di opporsi ovviamente, ma sarebbe utile avere un quadro organico di quanto e come si sta investendo. A riguardo, avendo appurato che molte risorse sono state dedicate al canale ipermercati nel Lazio, addirittura trasformando un supermercato in ipermercato, ci interroghiamo quale coerenza ci sia con gli annunci (fatti sempre con approssimazione) su una possibile futura riduzione dell’area vendita dell’ipermercato di Livorno e con i precedenti posizionamenti della cooperativa che prevedevano l’abbandono del canale iper. Sottolineiamo tali incoerenze perché alimentano le voci che questo sarebbe invece coerente ad una possibile scissione dell’impresa cooperativa, che verrebbe divisa tra imprese che sul canale iper hanno opinioni opposte. Le scriventi chiedono chiarimenti in quanto alla base del confronto fino ad oggi svolto c’è sempre stata la salvaguardia dell’autonomia e dell’unicità della cooperativa.

Le scriventi Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs esigono che vengano date risposte nette e attendibili che consentano di avere un quadro a medio termine sulla riorganizzazione. Ribadiscono la richiesta che la cooperativa riveda la proprie intenzioni di affidamento a terzi delle attività e che sia in grado di garantire i livelli occupazionali di tutte le lavoratrici ed i lavoratori. Confermando pertanto la proclamazione dello stato di agitazione e delle iniziative utili a rappresentare e tutelare le lavoratrici ed i lavoratori le scriventi dichiarano la propria disponibilità ad eventuali incontri per avere chiarimenti e risposte su quanto argomentato con la presente, chiedendo che il sistema cooperativo per tramite di ANCC sia presente e partecipe.

p. la FILCAMS/CGIL p. la FISASCAT/CISL p. la UILTuCS
A. Di Labio V. Dell’Orefice P. Andreani